Non bastavano gli episodi di Frosinone di giovedì con la protesta per la diaria di un gruppo di 40 profughi culminata con un arresto (misura convalidata, rimesso in libertà e atti trasmessi alla questura per valutare l'eventuale espulsione). Un'altra rivolta di migranti si è registrata a Boville Ernica. Motivo della sollevazione, neanche a dirlo, i soldi. Scenario della protesta il centro di accoglienza di via Para a Casavitola.

Sette richiedenti asilo hanno alzato la voce contro gli operatori che volevano consegnare loro il pranzo. I migranti, anziché il vitto, avrebbero voluto il corrispettivo in denaro. Una sorta di scambio che non è, però, più consentito dalle nuove normative entrate in vigore da non molto tempo. L'impossibilità di barattare il cibo con i soldi ha mandato su tutte le furie gli ospiti della struttura tanto che un gruppo di sette profughi ha cercato di ostacolare in tutti i modi i responsabili della cooperativa che li gestisce e che volevano solo consegnare i pasti. Si sono quindi barricati in casa per protestare contro le nuove disposizioni ministeriali che non prevedono più la possibilità di scambiare il cibo con il denaro contante. I toni si sono animati. Qualche spintone contro i dipendenti della cooperativa ha fatto temere il peggio.

Sono state quindi allertate le forze dell'ordine. Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale stazione comandati dal luogotenente Vinci insieme ad altre pattuglie delle stazioni limitrofe inviate dal comando della Compagnia di Alatri agli ordini del tenente De Lisa. Ieri mattina, al termine di attività investigative, i militari di Boville hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica i sette richiedenti asilo fautori della protesta: 4 persone di nazionalità gambiana (tre di 21 anni e uno di 23), due immigrati di nazionalità nigeriana di 27 e 39 anni ed uno del Burkina Faso di 27 anni poiché ritenuti tutti responsabili, in concorso tra loro, del reato di interruzione di pubblico servizio. Nei confronti di un ventunenne del Gambia è stata formalizzata la denuncia in stato di libertà poiché responsabile del reato di violenza privata. È stato infatti lui a scagliarsi contro gli operatori spintonandoli in modo brusco. Del gruppo, soltanto un ventunenne del Gambia era già noto alle forze dell'ordine per spaccio di droga,oltre che destinatario del divieto di dimora nel capoluogo.