Spari a un imprenditore, assolti dopo ben sette anni il comandante dei vigili urbani di Casalvieri, Clemente Zeppa, e un altro imprenditore Antonio Onorio Ianni accusati di aver attinto a una gamba un imprenditore del posto. Su di loro il sospetto di una sorta di "regolamento di conti" per un diverbio nato alcuni mesi prima della sparatoria davanti al bar del paese. In sostanza, come poi è emerso nel lungo dibattimento che si è concluso mercoledì, il 23 luglio del 2012 un imprenditore del posto proprietario anche di alcuni locali nel Cassinate sarebbe stato colpito da due colpi alla gamba. Per fortuna di striscio.

E poiché alcuni mesi prima c'era stato un alterco con Ianni, con l'intervento diretto del comandante Zeppa a separarli, si era seguita la pista della rivalsa personale. E non quella legata, invece, a questioni debitorie della vittima nei confronti di altri soggetti. Il comandante della polizia locale e l'imprenditore suo amico sono quindi finiti sotto processo per rispondere dell'episodio: a sostenere l'accusa, una prova ritenuta schiacciante. Ovvero la presenza nelle narici del comandante di 4 particelle di polvere da sparo. L'avvocato Beniamino Di Bona ha divorato il costrutto accusatorio: il comandante aveva smontato le armi (regolarmente dichiarate) per consegnarle ai carabinieri durante la perquisizione.

E dunque la "prova regina", quella legata allo Stub, non avrebbe affatto rappresentato l'indizio di colpevolezza indicato dalla pubblica accusa, ancor più che Ianni (ritenuto coimputato e presente alla sparatoria) è risultato negativo agli accertamenti.
L'avvocato Di Bona è riuscito a dimostrare l'estraneità assoluta ai fatti del vigile e del suo amico, con l'assoluzione per non aver commesso il fatto pronunciata dal giudice Tavolieri dopo sette anni dai fatti. «Finalmente è finito l'incubo nel quale i due imputati si erano ritrovati senza che riuscissero a darsi una plausibile spiegazione, avendo da sempre professato la loro totale estraneità ai fatti» ha commentato la difesa.