Una folla commossa ha salutato ieri in piazza Marconi Giancarlo Paglia. Se ne è andato sulle note delle sue musiche preferite, la stessa colonna sonora che lo ha accompagnato nella sua breve ma intensa esistenza. Il paese lo ha accolto come un figlio a braccia aperte. Quelli erano i suoi luoghi, i suoi amici, la sua musica, la sua vita. Un attore che abbandona la scena sul più bello, lasciando tutti increduli. Così se ne è andato, con ancora la sua immagine e il suo sorriso stampati negli occhi e nei cuore di ogni singolo spettatore. Nessuna consolazione, solo silenzio e lacrime: quel sipario non doveva abbassarsi così presto.

«La città si è posta in silenzio per chi ha fatto vibrare le corde di ogni cuore ha detto Lucio, suo familiare e amico Ci siamo fermati increduli a pensare come tutto ciò fosse possibile. È come se si fossero spenti i riflettori di un grande palcoscenico, abbiamo vissuto la paura di una nave che sta per affondare. Eravamo tutti consapevoli. Giancarlo hai sfiorato il cielo con le dita e ci hai sempre dato la certezza che la vita è bella. Un brivido sopra la follia. Follia perché la guardavi sempre con occhi nuovi, pieni di meraviglia. Un brivido che ha sempre manifestato la tua voglia di vivere, il tuo essere tra il ‘già' e il ‘non ancora'.

Ci sei stato nella vita di tutti con delicatezza ed esuberante presenza. Hai lottato fino alla fine, come dicevi tu ‘non mollo la spugna'. Voglio pensarti lì seduto in un angolo del cielo, con la sigaretta alla mano con Dio, quasi a proporgli una sigaretta e a bere la tua solita ‘vecchia'. Pensa un po', hai convinto anche Lui a divertirsi con te. E con Lui, caro Giancarlo, potrai solo ascoltare musica vera che fa vibrare l'anima e mette in movimento il Paradiso».