Sequestrato l'impianto di cogenerazione a biomasse. Il decreto di sequestro è stato eseguito ieri dagli agenti della polizia provinciale e della polizia locale di Frosinone nell'area delle Fornaci. Il provvedimento è stato richiesto al gip del tribunale di Frosinone dal pubblico ministero Samuel Amari a seguito degli accertamenti attivati dopo un esposto da parte di alcuni residenti di via Gaeta.

A metà maggio, infatti, si era registrato uno sversamento di reflui che aveva prodotto anche cattivi odori. I residenti della zona avevano così segnalato il caso, facendo scattare un'indagine condotta dagli uomini della polizia provinciale, coordinati dal vice comandante Pierfrancesco Vona, e dai vigili urbani, guidati dal colonnello Donato Mauro.

Al termine degli accertamenti, quindi, la procura ha chiesto e ottenuto il decreto di sequestro dell'impianto che, tuttavia, da allora era fermo. In realtà l'impianto non è mai stato attivato e lo sversamento è da ricondurre - secondo quanto emerso nel corso dell'indagine - a delle accensioni per effettuare dei test. E, in occasione di uno di questi, si era verificato l'inconveniente.

Polizia provinciale e locale hanno contestato al legale rappresentante della società, che è stato denunciato, alcune irregolarità. Sono state contestate violazioni in materia di scarico delle acque reflue, di emissioni in atmosfera e in materia di rifiuti. L'impianto, stando alle accuse, non aveva ancora ottenuto l'autorizzazione ambientale.

Il precedente problema di natura amministrativa, con l'amministrazione comunale, sfociato anche in un ricorso al Tar, era stato risolto. Il Tar di Latina, infatti, aveva accolto l'istanza di sospensiva dell'ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Frosinone della centrale termica, per una superficie di 192 metri quadrati, dell'impianto di cogenerazione per la produzione di energia. Impianto che, trattandosi di biomasse, aveva suscitato anche una levata di scudi da parte delle associazioni ambientaliste che, ogni volta che si parla di biomasse, si mobilitano come già accaduto nella zona dell'aeroporto e ad Alatri a Fontana San Pietro.