Gli uffici del centro operativo di Atina del Mibac (Ministero dei beni e attività culturali) di stanza nei locali dell'ex convento dei Frati Minori di piazza Garibaldi, hanno chiuso i battenti e sono andati via. Da oltre dieci anni una delegazione degli uffici della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio era stata dislocata ad Atina da dove curava le pratiche, alcune interessanti direttamente il patrimonio culturale, storico e archeologico del territorio atinate e non solo.

La notizia della chiusura della sede era nell'aria da qualche settimana, poi un'accelerazione e, dal primo giugno, la chiusura definitiva. Immediata la presa di posizione dell'avvocato Michelangelo Montesano Cancellara, ispettore onorario del Mibac, e promotore dell'apertura degli uffici ad Atina. La chiusura degli uffici del Mibac situati nell'ex convento riporta indietro le lancette dell'orologio a quando le amministrazioni Cerri e Lancia si attivarono per cercare di riempire le decine di locali vuoti dell'ex convento appena ristrutturato. Fino a qualche decennio fa i due piani dell'ex convento ospitavano la pretura di Atina e la stazione dei carabinieri: negli anni seguenti al terremoto del 1984, quegli uffici traslocarono finendo a piazza Volsci ad Atina Inferiore. Quindi i lavori di ristrutturazione e consolidamento peri danni provocati dal terremoto e un lungo periodo di abbandono, fino ad arrivare ai primi anni del 2000 quando alcuni amministratori dell'epoca invocavano il trasferimento degli uffici comunali proprio nei due piani dell'ex convento. Richiesta caduta nel vuoto.

Nel frattempo la storia regalava ad Atina il ritrovamento della cisterna romana rinvenuta a dieci metri dal convento: la circostanza suggerì di aprire (2009) una sede del Mibac proprio nel convento e, successivamente, vi seguirono gli uffici del Servizio agricolo zonale (Saz). Esattamente quattro anni fa (maggio 2015) gli uffici Saz traslocarono in piazza Volsci nei locali al secondo piano del palazzo dove già opera la XIV Comunità montana di Atina. Ora è stata la volta del Mibac.