Le mani dietro la schiena come se avesse le manette. Ma non le aveva. È sembrata una scelta mirata: poteva essere una posizione di rispetto o inconsciamente di resa o schiettezza, dipende dai punti di vista.

L'udienza
È stato così per ore, più di cinque, sempre nella stessa posizione. Quando il presidente della Corte d'Assise Gian Luca Soana gli ha chiesto all'inizio: «Vuole stare così, sicuro?», lui ha risposto di sì e ha iniziato a parlare cercando di essere prima di tutto convincente chiedendo quando non capiva. «Mi può ripetere la domanda», oppure puntualizzando anche alcune differenze. «Quel giorno con Loide non abbiamo litigato ma era una discussione». La camicia bianca, i pantaloni blu, i capelli corti e in ordine, gli occhiali, la barba fatta, ha voluto offrire un'immagine pulita, mai un gesto fuori posto o uno spiffero di incertezza. È stato attento a tutto Salem Saad Mohamed Elesh imputato per l'omicidio volontario di Gloria Pompili, ha parlato per ore e l'immagine che ha voluto offrire è stata quella del bravo ragazzo che si è arrangiato e ha fatto di tutto: ha lavorato negli autolavaggi, nelle frutterie, nei ristoranti.

Errori
Ma non è stato perfetto, ha commesso anche errori quando ha detto che ha picchiato Gloria in alcune occasioni. «Sì tra cui una volta per accontentare Loide» ha dichiarato. «Scusate se uso questi termini» ha poi aggiunto quando ha utilizzato alcune parolacce. Soltanto in un'occasione verso la fine della sua deposizione, Salem ha cambiato posizione, ha frugato nelle tasche per prende dei fazzoletti e asciugarsi le lacrime ed è stato quando ha parlato di quanto accaduto il 23 agosto del 2017 sulla Bmw guidata da Loide, ha detto che ha visto morire Gloria e ha accusato Loide.

«L'aveva aggredita, le ho visto una volta che le tirava i capelli e le dava i cazzotti sulla testa, quel giorno Gloria stava morendo e lei le diceva muori, muori putt....a io invece gli mettevo l'acqua perchè ad un certo punto non respirava, era pallida, gli ho fatto un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, è stata Loide a colpirla con un bastone.
Lei non riusciva a respirare, c'era il finestrino abbassato, ci siamo fermati con l'auto nella piazzola di un albergo ed è arrivata la gente, ho chiamato i soccorsi».

È questo il nodo cruciale di una deposizione molto circostanziata dove Salem per una manciata di secondi piange. «Cosa hai fatto Loide...volevo salvarla e ho visto Loide che buttava il bastone». L'imputato prima di arrivare fin qui alla sera del 23 agosto del 2017, rispondendo alle domande del suo difensore, Rocco Marsiglia, ha ricordato di quando è arrivato in Italia, da clandestino dei lavori, a partire da quello in un ristorante in centro a Roma fino a quando ha conosciuto Loide, la sua compagna a Ostia mentre lei era con alcune amiche. «Le ho fatto un complimento e poi ci siamo sentiti per telefono».
Come se quella fosse stata una sliding doors.

Dalla deposizione emerge un rapporto con Lodie che sembra tormentato e difficile. «A Frosinone ci scambiavano anche per madre e figlio per la differenza di età». E Salem inoltre ha sempre ribadito che non ha mai picchiato i figli. «Mi chiamavano papà, ci sono i filmati sui video e poi non ho mai controllato il telefono di Loide o di Gloria e non l'ho mai segregata». Ha aggiunto che non era geloso di Loide e che quando ha picchiato Gloria lo ha fatto con un frustino per accontentare la sua compagna. «Alle spalle e sulle gambe». Salem ha mostrato segni di pentimento quando ha detto che secondo lui Gloria poteva essere salvata e di non aver bloccato prima quello che faceva e cioè la prostituita. «Me lo disse Loide al telefono quando ero in Egitto mi disse che si era creata un lavoro per Gloria e ho capito che era una cosa poco chiara».

La versione di lei
Loide Del Prete durante la sua deposizione ha riferito che quando Salem picchiava Gloria sentiva il rumore delle ossa e ha ribadito le accuse nei confronti del giovane egiziano. La donna ha spiegato che voleva bene a Gloria ma che non ha mai raccontato quello che subiva per paura di ritorsioni e ha ribadito che anche i figli di Gloria vivevano nel terrore, il più grande una volta mentre guardava i cartoni animati in tv, era stato picchiato da Salem e per la paura si era fatto la pipì addosso. Una circostanza che invece è stata smentita da Salem. Poi ha ricordato anche quello che era avvenuto il 23 agosto. Salem era arrabbiato quel giorno per una convocazione dai carabinieri di Aprilia. Ha spiegato che picchiava Gloria sul petto.

«È come se sentissi i colpi violenti nella mia testa», ha detto. Gloria aveva accusato un malore e poi la situazione era precipitata ed era morta. La zia di Gloria ha ribadito che voleva bene a Salem ma che alla fine anche lei era vittima delle sue condotte. In aula ha deposto poi una vicina di casa, una donna che ha raccontato di aver visto il giorno prima dell'omicidio che Gloria veniva presa per i capelli e fatta salire in auto e che la zia poi apriva lo sportello, usciva e le dava dei pugni sulla testa. Quando la testimone ha saputo quello che era accaduto a Gloria e cioè che era morta, era andata dai carabinieri a raccontare questo particolare.

Alla fine l'udienza che si è svolta davanti al pubblico ministero Valerio De Luca, alla Corte d'Assise composta dal presidente Soana e dal giudice Velardi e dalla giuria popolare, è stata rinviata al prossimo 9 luglio e probabilmente entro la fine dell'estate si dovrebbe concludere. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Rocco Marsiglia, Giuseppe Cosimato e Antonio Ceccani, mentre la parte civile è rappresentata dall'avvo cato Tony Ceccarelli.