La segnalazione arriva direttamente dai residenti. Siamo nella zona aeroporto di Frosinone e le lamentele riguardano, nello specifico, una situazione di criticità riscontrata in via Tumoli dove, due mesi fa, un'azienda di surgelati e prodotti freschi è stata distrutta dalle fiamme. Un incendio, infatti, aveva messo ko la struttura e le fiamme erano state domate dopo un intenso lavoro da parte dei vigili del fuoco. Tanta paura e preoccupazioni per i titolari dell'azienda e per i dipendenti, ventotto. Il titolare, ad ogni modo, ha sottolineato il fatto che, dopo l'incendio, non ha lasciato soli i suoi dipendenti e che, con fatica, prova a ripartire da un'altra parte, con il lavoro e con i dipendenti. Questo il punto ripercorrendo, in estrema sintesi, quanto accaduto dal mese di aprile.

Ma adesso la problematica riguarda gli odori nauseabondi che non danno pace, in primo luogo, ai residenti. Forti odori che provengono direttamente dal materiale organico colpito dall'incendio e, ormai, marcio. Si tratta di prodotti surgelati di vario genere. Successivamente all'incendio era partita la fase riguardante l'iter per la messa in sicurezza e la bonifica dell'area. Nei giorni scorsi è stata portata via per lo smaltimento, a tal proposito, la parte ferrosa della struttura. E, adesso, si sta provvedendo a quella riguardante i ciottoli e mattoni rimasti, dove insisteva l'edificio.

Per quel che concerne, invece, il materiale organico, causa dell'odore nauseabondo al centro delle lamentele, il via libera per lo smaltimento sarebbe conseguente ai risultati delle analisi in corso. Questo allo scopo di individuare la corretta destinazione dello smaltimento. Fermo restando i doverosi iter da rispettare, i residenti, a due mesi dall'incendio, auspicano un'accelerazione per non dover più respirare quell'odore nauseabondo che potrebbe anche aumentare con l'arrivo del caldo.