«Siamo in contatto con gli uffici della Provincia per cercare di accelerare l'intervento di messa in sicurezza della strada provinciale Atina-Villa Latina». Così rispondono da palazzo Ducale se si chiede di conoscere gli sviluppi sulla riapertura dell'importante arteria di poco più di tre chilometri, dei quali quasi cento interessati alla frana di massi e detriti che il 9 settembre 2017 caddero sulla provinciale 38 e ne causarono la chiusura per motivi di sicurezza.

Dalla Provincia, intanto, fanno sapere di aver scritto al Comune atinate una lettera nella quale informano di aver ricevuto gli esiti della perizia di un geologo nella quale venivano espresse considerazioni circa uno studio di fattibilità e relativa proposta progettuale "per gli interventi di eliminazione stato di pericolosità causato dal distacco di massi".

Nella stessa lettera gli organi provinciali invitavano il Comune a esaminare il progetto del geologo "per le conseguenti e opportune verifiche e valutazioni" al fine di considerare la concessione "di un contributo per l'esecuzione delle opere necessarie alla messa in sicurezza del pendio a monte".

Insomma, qualcosa si muove per rimuovere il pericolo su quei cento metri di strada, ma per passare dalle parole ai fatti serve più di una semplice sintonia d'intenti. Agli inizi di aprile sembrava cosa fatta per la concessione dei fondi per la messa in sicurezza del pendio e della strada: amministratori di Atina, a margine di un evento culturale svoltosi a Villa Latina, avevano avuto modo di ascoltare esponenti di vertice del consiglio provinciale che per la riapertura della strada annunciavano immediati provvedimenti. Che però non si sono ancora visti.