Obbligazioni subordinate della Banca Etruria, risparmiatore frusinate ottiene il ristoro dal lodo arbitrale. A pronunciarsi a favore dell'investitore è stato il collegio costituito presso l'Autorità nazionale anticorruzione e presieduto dal presidente dell'Autorithy Raffaele Cantone, con i componenti Raffaele Squitieri, e Marco Sepe.

L'investitore, un carabiniere, assistito dall'avvocato Piero Tomaselli, ha ottenuto la restituzione quasi integrale della somma investita, per il 90%, e per un ammontare di 45.641 euro per aver «subito un pregiudizio - ha scritto il collegio - per la violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria».

Il ricorrente, in missione all'estero, aveva necessità di mantenere i propri risparmi in vista di acquistare, al rientro in Italia, un appartamento a Frosinone. La Banca popolare dell'Etruria e del Lazio gli aveva consigliato di acquistare delle obbligazioni subordinate per un ammontare di 50.000 euro. Sulla base delle nuove norme a tutela dei risparmiatori truffati, il carabiniere ha deciso di non presentare istanza per l'indennizzo forfettario, che avrebbe coperto solo una minima parte del denaro investito. Ha così attivato la procedura del lodo arbitrale.

«Non risulta - ha scritto il collegio arbitrale - che sia stata resa al cliente l'informativa sulle specifiche caratteristiche e sui rischi connessi alle obbligazioni subordinate; né si rinviene in atti la dichiarazione del cliente sulla propria consapevolezza di tali caratteristiche e rischi». Ritenuta non «chiara, corretta, esaustiva e non fuorviante» l'informativa sulle attività di investimento. «Tale carenza di trasparenza informativa sussisteva nonostante la Consob del 2 marzo 2009, avesse raccomandato agli intermediari di fornire un'adeguata ed effettiva informativa»