Ieri a Frosinone l'udienza preliminare, davanti al giudice Antonello Bracaglia Morante, per il procedimento penale che vede indagato di omicidio volontario Daniele Cestra, di Sabaudia.
Secondo la procura, nel carcere di Frosinone Cestra avrebbe ucciso due detenuti.

La figlia di una delle vittime si è costituita parte civile tramite l'avvocato Iorio e ha chiesto la chiamata dell'amministrazione penitenziaria (e quindi anche del ministero della Giustizia) quale responsabile civile. Questo perché Daniele Cestra, difeso dagli avvocati del foro di Latina Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone, era piantone della vittima e aveva una sorta di contratto "di lavoro" con l'amministrazione penitenziaria. L'istanza della parte civile è stata accolta e quindi l'udienza è stata rinviata al 13 settembre. Resta da capire quale sarà la linea che i difensori di Cestra sceglieranno di intraprendere: opteranno per il rito abbreviato o in caso di rinvio a giudizio andranno in Corte di Assise? Al momento ancora non è trapelato nulla.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Vittorio Misiti, riguarda due decessi "sospetti" avvenuti tra il 2015 e il 2016 in via Cerreto. Due omicidi, secondo la tesi della procura, per i quali è indagato Daniele Cestra, che in quegli anni era detenuto nel carcere ciociaro per un altro delitto commesso nel 2013 a San Felice Circeo, per il quale è stato condannato in via definitiva a 18 anni. All'ipotesi dell'omicidio, nell'inchiesta per la quale a settembre si celebrerà l'udienza preliminare, il sostituto procuratore Vittorio Misiti è arrivato anche a seguito delle perizie medico-legali eseguite nei mesi scorsi dalla dottoressa Daniela Lucidi. In un caso, per l'accusa sarebbero stati utilizzati dei «mezzi soffici» (un lenzuolo) per esercitare la compressione del collo e l'ostruzione delle vie respiratorie. Oltre a ciò, si ipotizza anche l'utilizzo di corpi contundenti. Il medico legale ha riscontrato, tra le altre cose, la frattura dell'osso ioide e la rottura del timpano.

Per quanto riguarda l'altro decesso, invece, la vittima sarebbe stata immobilizzata (riscontrata la sub-lussazione di due vertebre) e successivamente sarebbe stata impiccata. Ora, dopo l'udienza di ieri, si tornerà in aula a settembre, quando il gup deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura.