Il nodo da sciogliere per il Lazio Pride, in programma il 22 giugno a Frosinone, è quello riguardante il percorso. Sono tre, al momento, le possibilità in ballo: due con l'opzione zona bassa (una delle quali prevede via Aldo Moro) e un'altra che riguarda, invece, la zona alta e il passaggio in Corso della Repubblica. In questo momento si è nella fase della valutazione delle questioni legate alla sicurezza. Nei prossimi giorni la situazione dovrebbe definirsi. Dal comitato organizzatore del Pride hanno ribadito più volte la volontà di passare per le strade principali.

Il 22 giugno, il capoluogo, cinquant'anni dopo i moti di Stonewall, ospiterà per la prima volta la manifestazione che si pone l'obiettivo di sensibilizzare sulle tematiche del mondo lgbt+ (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Ma nel frattempo, la discussione si sposta anche su un altro campo. Quello dei commenti attraverso i social. Purtroppo, in più di un'occasione, oltre le righe. I consiglieri comunali Alessandra Sardellitti (Pd) e Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) stigmatizzano sottolineando che «la bacheca della signora che vorrebbe che il Pride si facesse al cimitero ha persino una citazione di Gandhi» mentre «tanti propongono il Pride sull'asse attrezzato, probabilmente dimenticando che lì, ogni giorno, c'è la sfilata degli etero a caccia di un piacere che si traduce insfruttamento.

La lunga serie di insulti sulle discussioni sul percorso del Pride - evidenziano - convince ancora di più che la strada giusta sia il Pride a Frosinone. E la strada giusta è via Aldo Moro. Se un ragazzo o una ragazza devono nascondere le proprie scelte, la propria identità di genere e la propria vita fino a quando, finalmente, se ne andranno a vivere in un'altra città, più grande e più ospitale, vuol dire che a Frosinone c'è un maledetto bisogno del Pride.

Come amministratori bisogna fare di tutto per squarciare la cappa di silenzio e di intolleranza e bisogna creare le condizioni per consentire a tutte e tutti di poter essere sé stessi e di potersi esprimere senza paura e senza vergogna. Per il 22 giugno gli odiatori da tastiera potranno barricarsi in casa e sigillare le finestre e le porte per la paura del "contagio". Ma possono stare tranquilli: hanno glialtri 364 giorni per far sfilare in via Aldo Moro la loro ipocrisia».