Il percorso definitivo del Lazio pride slitta ancora. La tanto attesa fumata bianca non c'è stata. Ancora distanti le parti, gli organizzatori, da una parte, e il Comune, dall'altra. Il corteo, a poco meno di un mese dall'evento, non si sa ancora dove sfilerà. Ieri, nel vertice negli uffici dell'ente, sono state vagliate tre ipotesi distinte per l'evento del 22 giugno. La prima, quella preferita dagli organizzatori, è via Aldo Moro.

Dall'inizio gli organizzatori della manifestazione, che si pone l'obiettivo di sensibilizzare la gente sulle tematiche della comunità lgbt+ (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), hanno insistito per un punto centrale della città. Per questo via Moro è la scelta prioritaria rispetto alle altre due che prevedono il transito del corteo attraverso via Adige, e dunque, in un'area prossima a via Moro, e corso della Repubblica, l'unica opzione della parte alta del capoluogo.

«Ci siamo lasciati su queste tre ipotesi sulle quali deciderà la questura, che dovrà valutare i fattori di rischio, la sicurezza e anche le indicazioni fornite dal Comune», spiega uno dei portavoce degli organizzatori Fabrizio Marrazzo. Una decisione che i promotori del Lazio pride si augurano arrivi il più presto possibile. La manifestazione arcobaleno, peraltro, quest'anno cade nel cinquantesimo anno dal primo Pride a New York. «Spero la decisione arrivi entro il fine settimana o l'inizio della prossima. Già siamo indietro con i tempi», prosegue Marrazzo.
Una volta risolto il nodo principale, verrà indicato il luogo nel quale la manifestazione arriverà e stazionerà, con l'allestimento di un palco mobile. «In funzione del percorso sarà individuato il luogo di sosta -spiega Marrazzo- Ma questo è l'ultimo dei nostri problemi».

Sui numeri dei partecipanti, invece, gli organizzatori non si sbilanciano ancora. Il dato verrà diffuso solo a manifestazione conclusa. «Invitiamo quanta più gente possibile a partecipare», conclude Marrazzo. Il corteo dovrebbe essere composto da un minimo di due a un massimo di sei carri (e dunque con chiusura della circolazione stradale almeno durante il passaggio). Trattandosi di una manifestazione regionale, si prevede l'arrivo di gente da tutto il Lazio. Ed è questo il motivo per cui l'amministrazione comunale vorrebbe evitare il passaggio per via Moro di sabato, giornata in cui nell'area principale dello shopping cittadino il traffico veicolare e pedonale è abbastanza sostenuto. Ma questo è anche il motivo opposto per cui gli organizzatori, nell'intento di calamitare più gente possibile alla kermesse, spingono proprio per via Moro.

L'esponente dem Alessandra Sardellitti, nei giorni scorsi, aveva dichiarato: «Non è vero, come ho sentito, che un evento del genere andrebbe a penalizzare i negozi e le attività di Frosinone.
Al contrario determinerebbe dei vantaggi. Non si può relegare il Gay Pride in periferia: sarebbe un segnale di debolezza e di mancanza di coraggio».