Restano molto gravi le condizioni dell'altra donna coinvolta nel tragico schianto avvenuto sulla superstrada Sora-Cassino. Fortunatamente smentite le erronee informazioni su un suo improvviso peggioramento.

Barbara resta in ospedale a Sora avvolta dall'affetto dei suoi familiari e dei tanti amici. Ricoverati anche il marito nello stesso nosocomio e il marito della vittima, Roberta Tatangelo, ma a Cassino. Proprio a lei è stato dedicato un ricordo in aula di corte d'Assise con l'intero Foro commosso.

Momento di raccoglimento dalle 11.30 alle 12 in corte d'Assise. Udienze sospese per ricordare l'avvocato Roberta Tatangelo, morta nel violento incidente avvenuto ieri mattina sulla Cassino-Sora. Il legale si trovava in auto con il marito, anche lui avvocato, e stavano tornando a casa. Poi l'impatto con un'altra auto, in territorio di Belmonte, e la corsa contro il tempo. In quattro sono finiti in ospedale: oltre a Roberta e a suo marito, originari di Sora, anche un'altra coppia di coniugi di Villa Latina. Poi la decisione di operare tutti i feriti, tutti in prognosi riservata e la terribile notizia. Il Foro, vicino alla famiglia, sospendera' le udienze per una commemorazione. 

di: Carmela Di Domenico

Ancora uno schianto sulla Cassino-Sora, in territorio di Belmonte Castello. Muore poche ore dopo in ospedale Roberta Tatangelo, avvocato del Foro di Cassino, molto conosciuta anche a Sora sua città d'origine dove lavorava in un noto studio legale e a Broccostella, dove viveva. Una passione condivisa con suo marito Alessandro, come lei avvocato, e insieme a lei in auto nel tragico impatto: stavano tornando a casa dopo essere stati in tribunale.

La ricostruzione
La strada è stata chiusa completamente al passaggio dei mezzi e viste le condizioni delle berline coinvolte, i soccorritori hanno operato con il cuore in gola. Poi l'allarme è rientrato. Ma le attività necessarie a estrarre i corpi dagli abitacoli accartocciati sono state difficilissime. A bordo della Bmw viaggiavano due coniugi di Villa Latina, lui 44 anni, lei 37.
Invece sulla Hyundai Tucson viaggiava la coppia di avvocati, 46 anni lui e 50 anni lei, due figli, originaria di Sora. Fra pochi giorni Roberta ne avrebbe compiuti 51. Prima il frontale tra le due berline, sembrerebbe, secondo una prima ricostruzione: il suv, a seguito dell'impatto, è finito sul muretto di contenimento in cemento che delimita la strada. Poi la folle corsa di 118, vigili del fuoco e carabinieri.

E l'inizio di operazioni oltremodo complesse: i feriti erano incastrati negli abitacoli. In un primo momento, si è temuto il peggio: le due coppie di coniugi, molto gravi ma vive, sono state stabilizzate e trasferite in codice rosso negli ospedali di Cassino e Sora. Il pericolo di vita, in prima battuta, è stato scongiurato. Ma le condizioni sono apparse gravissime e si è reso necessario predisporre per tutti i coinvolti l'apertura della sala operatoria. Intanto, sulla fettuccia d'asfalto bagnata, i carabinieri della Compagnia diCassino coordinati dal capitano Ivan Mastromanno, con l'ausilio della polizia municipale a controllare un traffico congestionato, hanno provveduto ai rilievi sotto la pioggia inclemente. Ai militari spetterà il compito di ricostruire con esattezza la dinamica e definire le responsabilità del caso.

Poi, nel pomeriggio, la terribile notizia: Roberta non ce l'ha fatta a sopravvivere alle ferite riportate. Suo marito Alessandro, intanto, era in sala operatoria. La notizia ha sconvolto tutti: le comunità di Sora, Cassino, Broccostella e il Foro, addolorato e vicino alla famiglia. «Una ferita profonda squarcia la vita dell'intero Foro di Cassino. Una collega stimatissima, un'amica preziosa, una moglie e soprattutto una madre è stata strappata alla vita con una brutalità così forte e improvvisa da lasciarci attoniti e addolorati - ha detto il presidente Giannichedda - . Chissà quante volte Roberta ha percorso quel tratto di strada per recarsi a lavoro e attendere, come sempre, egregiamente alla sua professione. Ora resta un vuoto incolmabile. Il Foro tutto abbraccia il dolore della famiglia e della comunità, portandolo su di sé con responsabilità morale e consapevolezza». 

di: Carmela Di Domenico