Mosse determinanti sullo scacchiere internazionale nel settore automotive. La protagonista è proprio Fca che, a Piedimonte, ha uno dei suoi stabilimenti-gioiello. Mosse che mirano ad allargare le maglie delle alleanze e a conquistare -sogno di Marchionne- spazi vitali di mercato planetario. Ecco allora che ieri si è iniziata a scucire la trama delle indiscrezioni, sempre più insistenti e circostanziate, sull'alleanza con i francesi di Renault, primo tassello di un disegno strategico che potrebbe vedere, in seconda battuta, la nascita di un ulteriore collegamento industriale con Nissan e Mitsubishi, che già formano un'asse con il gruppo transalpino. Al momento Nissan, già partner con quote incrociate di Renault, resterebbe fuori ma solo per il momento! Perché un sogno così vasto (spiegava sabato il Financial Times) porterebbe il nuovo gruppo a governare la graduatoria delle case automobilistiche al mondo con 15,6 milioni di vendite all'anno. Ma torniamo a Fca-Renault. I media francesci sono convinti che già oggi potrebbe arrivare un annuncio ufficiale sul nuovo binomio economico-commerciale dal momento che è previsto un cda di Renault.

Il sogno di Marchionne
È il sogno di Marchionne. Mai ha nascosta la sua volontà di sfidare il sempre più complesso mercato internazionale con un gruppo vasto, a fronte di alleanze strategiche. Una scalata planetaria che Manley sembra assolutamente intenzionato a portare avanti. Ma nonostante le voci siano galoppanti, resta la mancanza di ufficialità in una fase di trattativa che appare al contempo delicatissima. Potrebbero nascondersi, in questo percorso, ostacoli e insidie. E c'è chi ricorda che molti impianti Fca funzionano al di sotto del 50% della capacità. Sono soprattutto i sindacati ad aver alzato la bandiera dei possibili rischi.

«La potenziale alleanza fra Fca e Renault sarebbe foriera di rilevantissimi effetti per l'industria italiana dell'auto. Potrebbe generare opportunità, se rivolta in modo prioritario allo sviluppo, poiché le profonde trasformazioni incipienti nel settore automotive richiedono investimenti ingenti e strategie di lungo respiro; ma potrebbe nascondere dei grandi rischi se l'attenzione si concentrasse soprattutto sulla riduzione della capacità installata e quindi dell'occupazione in Europa». Ha detto Gianluca Ficco, responsabile del settore Auto della Uilm chiedendo «un tempestivo incontro ai vertici di Fca».
Sulla stessa lunghezza d'onda, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive: «Sono ancora troppe le incognite che riguardano questa operazione che avrà ricadute importanti sul futuro dell'auto e della componentistica, della ricerca sulla mobilità ecosostenibile e sull'occupazione». «È giunto il momento che i sindacati si assumano la responsabilità di superare le divisioni, pur nelle differenze, e pretendano la convocazione da parte del governo di un tavolo sull'automotive, come abbiamo chiesto invano da mesi, che coinvolga sindacati e imprese, a partire da Fca».

In casa nostra
La notizia rimbalzata sui siti di tutto il mondo ha tenuto banco, ieri, in tutto il territorio del Cassinate. Determinante, per l'economia locale, la presenza dello stabilimento a Piedimonte e del suo vasto indotto. Magari si sogna ad occhi aperti mentre si macinano giorni e giorni di... cig. Con stipendi ridotti