È arrivata la parola fine per una vicenda giudiziaria che ha visto come protagonisti due operai, un uomo e una donna, dello stabilimento Fca di Piedimonte. L'uomo era stato licenziato per aver insultato e spintonato una collega durante l'orario di lavoro. I fatti risalgono allo scorso settembre quando, secondo il datore di lavoro, un operaio avrebbe rivolto alla collega, durante il turno di lavoro, delle offese e la avrebbe addirittura spintonata. L'uomo si è rivolto alla avvocato Sandro Salera per far valere le proprie ragioni.

Il giudice del Tribunale di Cassino ha accolto la tesi degli avvocati Sandro Salera e Carlo Beneduci per cui, se anche il risultato acclarato attraverso le deposizioni dei testimoni, che vi sia stato un diverbio tra i due con scambio di epiteti ingiuriosi rivolti alla donna, la condotta dell'operaio licenziato non ha rappresentato una mancanza tanto grave da non consentire la prosecuzione anche provvisoria del lavoro. Non è emerso infatti che in quella occasione ci fosse stato un contatto fisico tra i due.

Il tribunale ha così accolto il ricorso dichiarando la illegittimità del licenziamento ordinando la riammissione in servizio dell'operaio condannando il datore di lavoro al risarcimento del danno. Gli avvocati Salera e Beneduci sono riusciti così a far reintegrare l'uomo che potrà tornare al lavoro e otterrà un risarcimento.

I precedenti
Una situazione analoga si era verificata nove anni fa a Bergamo. Accusato, insieme ad un collega, di essere responsabile di una colluttazione con scambio di insulti avvenuta nel luogo di lavoro il 10 marzo 2010, il lavoratore era stato poi licenziato pochi giorni dopo. L'azienda, oltre al reintegro (che tuttavia non è avvenuto perché il lavoratore aveva trovato altra occupazione), è stata condannata a risarcirlo di tutti i mancati guadagni dalla data del licenziamento e al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali perduti.