C'è la data (22 giugno). C'è la polemica tra favorevoli e contrari. Manca il percorso. O meglio, dal comitato organizzatore del Lazio Pride, evento che intende mettere al centro dell'attenzione le tematiche lgbt+ (lesbische, gay, bisessuali e transgender), hanno avanzato la loro proposta. E l'obiettivo, così come sottolineato da Fabrizio Marrazzo, uno dei portavoce dell'iniziativa, è quello di sfilare per strade principali del capoluogo: «Come via Aldo Moro e Corso della Repubblica».

Ma qual è il nodo per il passaggio in queste vie? Sembra essere legato a due fattori: viabilità e aspetto commerciale. La parte comunale, con gli assessori di riferimento, ha svolto già una prima riunione tecnica e, in programma, ce n'è un'altra in cui saranno coinvolti anche gli esponenti del comitato organizzatore Lazio Pride. L'incontro organizzativo è in programma martedì e l'intento è quello di raggiungere una sintesi per soddisfare le esigenze di tutti.

Sulla questione il consigliere comunale e provinciale Alessandra Sardellitti ha le idee chiare. «È importante che sia definito nel cuore del capoluogo - afferma l'esponente Pd - Altrimenti che senso avrebbe? Che senso avrebbe, aggiungo, confinarlo in località Casaleno? E non è vero, come ho sentito in questi giorni, che un evento del genere andrebbe a penalizzare i negozi e le attività di Frosinone. Al contrario determinerebbe dei vantaggi. Non si può relegare il Gay Pride in periferia: sarebbe un segnale di debolezza e di mancanza di coraggio. Certamente potranno esserci degli atteggiamenti sopra le righe, certamente mi aspetto polemiche e perfino parole in libertà.

Ma alla fine è la sostanza che conta: il Gay Pride a Frosinone è un'opportunità, una giornata di festa e un'occasione per affermare diritti. C'è bisogno di un'apertura totale nei confronti della manifestazione. Occorrono coraggio, responsabilità, rispetto e tolleranza». E, ancora, «il Lazio Pride è un'ondata di fresca libertà e rappresenta un'opportunità straordinaria per la città di Frosinone. Ritengo che la manifestazione del 22 giugno debba essere analizzata e contestualizzata senza alcun pregiudizio. Cominciamo con il sottolineare che Frosinone è stata scelta per il fatto di essere stata la più indicata sui social network. Questa circostanza non può non essere valutata perché vuol dire che c'è stata una forte pressione da parte del territorio, specialmente da parte di chi è stanco di nascondersi o di essere discriminato per il proprio orientamento sessuale».

Sardellitti, inoltre, afferma che «l'evento dà la possibilità a Frosinone di dimostrare di essere un capoluogo all'altezza della situazione, con un respiro politico, sociale e culturale più ampio di quello del quale veniamo accreditati da luoghi comuni». E che «sono consapevole che il Gay Pride ha anche elementi di folklore come i carri, i colori, gli slogan e le "provocazioni" e che quel folklore può creare "turbamento" in alcuni.

Ma quel folklore trasmette in realtà dei messaggi, che vanno inquadrati in un perimetro civico di rispetto e di tolleranza. Il Gay Pride è un'opportunità importante». Sull'argomento è intervenuta anche Rosa D'Emilio della segretaria Cgil Frosinone-Latina sottolineando che il sindacato «aderisce al Lazio Pride di Frosinone e parteciperà sfilando in corteo per rivendicare il diritto di ogni persona di essere libera, vivere e amare chi vuole, realizzarsi professionalmente, costruire una famiglia se e con chi vuole, in una società laica e più giusta». La posizione della Cgil di Frosinone-Latina «è critica rispetto alle novità emerse sul percorso del corteo» e «invita il Comune di Frosinone a trovare le giuste soluzioni».

Intanto, Lazio Pride e Per un arcigay anche a Frosinone, proprio in vista del 22 giugno, hanno organizzato un incontro aperto ad associazioni, realtà locali e a chiunque volesse partecipare. L'appuntamento è in programma sabato 1 giugno (ore 17.30) al Grid in Corso della Repubblica.