Domani si torna a Piedimonte per prelevare il terreno dal campo indicato come luogo dell'omicidio di Gabriel che sarà fondamentale nelle comparazioni con le tracce su abiti e oggetti di Donatella e di Nicola, ma anche sugli abiti di Gabriel. 

Ma l'attenzione è tutta per oggi, per quelle attività che verranno svolte dal Ris, che riguarderanno ancora le due auto di Nicola, già oggetto di accertamenti nella giornata di martedì. Dopo l'affidamento dell'incarico al consulente - il geologo nominato dalla procura, la dottoressa Sacchi - entrambe le utilitarie sono state ispezionate a fondo, partendo dalla parte bassa, ovvero quella a contatto con il terreno, per poi riguardare anche gli interni.

I militari e i consulenti hanno lavorato per tante ore alla ricerca di fili d'erba, tracce di terra, persino granelli in grado di affermare o annullare ipotesi, di consolidare direttrici investigative o demolire tesi difensive. Ogni parte coinvolta nella vicenda vuole la verità a ogni costo, una verità cercata senza pause soprattutto dalla procura di Cassino, con il titolare dell'inchiesta - la dottoressa Maisto - impegnata in un caso difficile e impegnativo, chiamata a dare giustizia a un bimbo ucciso a poco più di due anni perché piangeva.

Accusati e per questo arrestati i genitori della vittima, Donatella Di Bona e Nicola Feroleto. Le tracce ricercate nelle auto potrebbero indicare non solo la presenza o l'assenza in quei momenti terribili del padre del bambino. Potrebbero anche aiutare a capire con maggiore esattezza il luogo del delitto.

La madre, con il piccolo tra le braccia, prima avrebbe raccontato che il piccolo fosse stato investito, poi avrebbe confessato. Versioni contrastanti, però, anche quelle di Nicola.
Per questo ogni attività d'indagini risulterà fondamentale per far luce su aspetti affatto secondari. Le difese, Luigi D'Anna e la criminologa Bruzzone per Nicola, Cucchi e Prospero, con il professor Lavorino per Donatella, sono pronte.