Il Tar di Roma respinge la sospensiva richiesta dal Comune di Roccasecca: via libera all'ampliamento della discarica di Cerreto. Lo hanno deciso, con ordinanza, i giudici della sezione prima quater del tribunale amministrativo regionale per il Lazio, presieduta Donatella Scala.

«Ritenuto che - in disparte le questioni inerenti la natura di atto politico insindacabile della delibera del Consiglio dei ministri del 7.03.2019 che costituisce presupposto dell'impugnata determinazione del 15.03.2019 - scrivono i magistrati - nel bilanciamento dei contrapposti interessi, il collegio ritiene che debba essere tutelato in via d'urgenza quello di scongiurare il danno per la salute collettiva e l'igiene pubblica, rappresentato dall'amministrazione regionale, che deriverebbe qualora fosse negato l'ampliamento richiesto dal gestore con istanza del 9 gennaio 2018 per la conseguente impossibilità di conferire, da parte di una serie di Comuni, gli scarti dei rifiuti urbani». Data la complessità della materia le spese sono state compensate. Il Tar sulla questione si era già espresso due volte, in un primo momento con un decreto "inaudita altera parte" con il quale la sospensiva era stata accolta (fissando ad altra udienza la discussione tra le parti), quindi con un successivo decreto, che, in accoglimento delle richieste della Regione, aveva revocato il primo provvedimento.

La decisione era attesa, tenuto conto di quanto evidenziato al Tar dalla Regione Lazio e dalla stessa Saf nei giorni antecedenti alla trattazione del riesame al decreto cautelare del 28 marzo. Soprattutto in termini di blocco della raccolta e di ricerca di un'altra discarica con costi doppi per i comuni. La questione è relativa all'ampliamento della discarica di Roccasecca, per i lotti 3 e 4 del bacino 4, accodato dal Consiglio dei ministri per un'elevazione di dieci metri e per un periodo non superiore a quattordici mesi. La conferenza dei servizi, non essendosi chiusa con un accordo, ha determinato l'intervento del Consiglio dei ministri.

Tuttavia, il Comune di Roccasecca aveva proposto ricorso al Tar chiedendo la sospensiva del provvedimento autorizzativo all'ampliamento. In prima battuta, dunque, il Tar aveva accolto l'istanza cautelare con un decreto presidenziale, fissando comunque la discussione davanti al collegio. Nelle more, la Regione aveva proposto un'istanza di riesame evidenziando i rischi di un possibile stop alla raccolta dei rifiuti. E sempre il presidente della prima sezione quater del Lazio aveva accolto l'ulteriore ricorso, ripristinando dunque il provvedimento autorizzativo, sempre in attesa della trattazione collegiale, che c'è stata martedì.
Lo stop all'ampliamento rischiava di provocare - come rappresentato dalla Regione e dalla Saf - problemi al ciclo dei rifiuti per tutta la provincia di Frosinone, ma anche per una parte dei rifiuti prodotti dalla capitale. Tanto che la Mad, il 2 aprile, aveva comunicato la sospensione del servizio.