E' in corso, dalle prime ore dell'alba nella provincia di Frosinone, una vasta operazione  da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale  congiuntamente a personale della locale  Questura  per l'esecuzione  dell' Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dall'ufficio G.I.P. del Tribunale di Frosinone, nei confronti di  16 persone,  di cui 13, italiani e marocchini, ritenute responsabili di "detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti" (6 O.C.C.incarcere, 2 O.C.C. agli arresti domiciliari, 4 sottoposizioni all'obbligo di presentazione alla P.G. ed 1 con applicazione del divieto di dimora nei Comuni della Provincia di Frosinone) e nei confronti di 3 persone di nazionalità albanese (unitamente ad un italiano già coinvolto nell'attività di spaccio), nei confronti dei quali è stato notificato il divieto di dimora nei Comuni della provincia di Frosinone poiché nel corso dell'indagine risultavano responsabili della commissione di  una serie di furti di autovetture e in abitazioni.

Nel particolare il provvedimento scaturisce  dalla complessa  ed incessante attività investigativa svolta dal personale del dipendente Nucleo Investigativo, della Compagnia Carabinieri di Alatri e della locale Questura, i cui  univoci elementi probatori raccolti (oltre alle 12 persone già tratte in arresto ed il sequestro di ingente quantitativo di sostanza stupefacente, 11 kg di hashish e più di 100 grammi di cocaina e marijuana, eseguiti nel  corso dell'indagine stessa)  permettevano di accertare  la presenza di un gruppo di cittadini ciociari e  marocchini che - in concorso tra loro - avevano intrapreso una vera e propria attività di commercializzazione di sostanza stupefacente di vario genere, posta in essere nell'hinterland di questa provincia ed in particolare nei comuni di Frosinone, Alatri, Sora e territori limitrofi. 

Un'inchiesta complessa, che ha preso le mosse dalla morte di Emanuele Morganti, il 20enne di Tecchiena di Alatri ammazzato dal "branco" davanti al pub Miro, nel pieno centro di Alatri. Da subito si parlò di droga e da allora, in due anni di attività investigativa, gli inquirenti hanno concentrato le loro attenzioni sulla possibile presenza la sera dell'omicidio di persone dedite all'uso o allo spaccio di sostanze stupefacenti.