Sul PalaTiberia l'amministrazione Caligiore tace. Bocche cucite, al momento, sulla domanda posta sulle nostre colonne dalla consigliera di minoranza Manuela Maliziola. A che punto è il recupero dell'impianto sportivo crollato dopo la nevicata del 2012? «È tutto fermo -aveva detto l'oppositrice aggiungendo- Non hanno avuto seguito neppure i progetti faraonici, frutto solo di slogan elettorali, annunciati da Caligiore qualche anno fa a mezzo stampa. Annunci, questi, che vedevano l'imminente partecipazione pubblico-privata per la ricostruzione del Palazzetto e per la costruzione di piscina e alberghi di lusso nelle sue immediate vicinanze».

E, in effetti, nel novembre del 2017 il sindaco Caligiore sembrava pensare in grande grazie all'opera del suo delegato allo sport, Angelo Macciomei, che stava preparando una mega-operazione di project financing sull'area che va dalla pista di atletica al palasport comprendendo il campo da rugby. Fu lo stesso delegato a confermare che l'operazione era in corso e che la cordata interessata si stava relazionando con gli uffici comunali per approntare il progetto da presentare all'amministrazione. «Ovviamente ci sarà una gara -chiarì Macciomei- Al progetto sto lavorando personalmente e, se andrà in porto, Ceccano avrà un centro sportivo di livello nazionale». Ebbene, a un anno e mezzo da quelle dichiarazioni, non si sa più nulla.

Tutto tace e il PalaTiberia appare solo nel piano triennale dei lavori pubblici 2019/2021 che prevede il suo recupero e la sua riattivazione mediante ricostruzione di copertura per un importo di 3 milioni di euro. Piano triennale che potremmo definire il "libro dei sogni", visto che a fronte di ciò non risulta esserci un progetto di fattibilità tecnico-economico né tantomeno uno esecutivo, né una richiesta di finanziamento. L'ultimo "movimento" amministrativo sull'area è relativo all'emissione di una fattura a saldo di 27.351 euro pagata alla Edil Garden 2000 per i lavori di rimozione delle macerie, la cernita, la preselezione e lo smaltimento del materiale di risulta.

Ad oggi, dunque, sembrerebbe non esserci nessuna progettualità da parte dell'amministrazione Caligiore che faccia comprendere se sia orientata verso il recupero della vecchia struttura ola costruzione di una nuova. L'unica possibilità, al momento, potrebbe essere quella del project financing, se solo se ne trovasse qualche traccia. Ma sicuramente, nei prossimi giorni, da Palazzo Antonelli renderanno edotti i ceccanesi su come stanno realmente le cose. Dopo sette anni di attesa per cancellare quello scempio, qualche spiegazione sarebbe d'obbligo.