Tre udienze per ascoltare diciotto braccianti, ma nessun elemento di prova a sostengo dell'accusa nei confronti del sindacalista ciociaro Marco Vaccaro. Ne è convinto il suo difensore, l'avvocato Giampiero Vellucci, che ora passa al contrattacco. In attesa della conclusione delle indagini preliminari nell'inchiesta Commodo sul caporalato nell'Agro pontino, il legale si prepara a chiedere la revoca della misura (il sindacalista dopo esser finito in carcere ora è ai domiciliari) e si dice pronto a rendere pubblici, una volta caduto il segreto istruttorio, gli atti dell'incidente probatorio.

Una quarta udienza per proseguire l'incidente probatorio è prevista il 7 giugno con l'esame dei contenuti degli apparecchi telefonici e informativi sequestrati, ma non riguarda direttamente l'ex segretario provinciale della Fai Cisl di Latina. Da qui la scelta della difesa di uscire allo scoperto. Finora diciotto sono i braccianti ascoltati davanti al gip Mario La Rosa e alle parti. Vaccaro è accusato di associazione a delinquere e di estorsione: l'ipotesi dell'accusa è di un sistema per lo sfruttamento dei lavoratori dei campi.

«All'esito delle tre udienze che hanno riguardato il sindacalista Vaccaro - afferma l'avvocato Vellucci - sia in relazione al suo ruolo nel reato associativo che alle condotte estorsive attraverso le quali i lavoratori stranieri sarebbero stati costretti a sottoscrivere le tessere del sindacato Cisl in luogo di quella di altre sigle, nessuna prova è emersa a carico del sindacalista ciociaro. Nessuno lo ha visto, nessuno ha parlato con lui, nessuno ha mai ricevuto da lui un invito energico ad iscriversi al sindacato Cisl.

Il mio assistito ha solo cercato di incrementare il numero degli iscritti così come aveva fatto alla segretaria provinciale di Frosinone dalla quale era stato promosso, così come è giusto che faccia un buon segretario provinciale».

Secondo la difesa del sindacalista «è chiaro che Vaccaro sia rimasto vittima di una guerra tra sindacati e colui o coloro che hanno ipotizzato un suo coinvolgimento nelle condotte di altri indagati nel procedimento dovrà rispondere del reato di calunnia anche alla luce del fatto che, successivamente all'arresto, i controlli bancari che hanno riguardato Vaccaro non hanno evidenziato l'arricchimento di un solo euro, ma solo l'incasso del suo stipendio di segretario provinciale. Dopo il periodo trascorso in carcere e quello attualmente agli arresti domiciliari proporremmo la richiesta di revoca della misura e, con la chiusura delle indagini preliminari, quando sarà caduto il segreto istruttorio, renderemo pubblici tutti i verbali dell'incidente probatorio ove si parla di tutto e di tutti meno che di Vaccaro».

Vellucci annuncia «iniziative finalizzate a restituire a Vaccaro l'attività della quale è stato privato con un'ingiusta - e lo dicono le carte - misura coercitiva. Chi l'ha conosciuto, nella sua lunga attività a Frosinone, ne ha potuto apprezzare l'onestà e la professionalità».

E ancora: «Vaccaro si è limitato a sottoscrivere i contratti del comparto agricolo-alimentare che si sono distinti per il contenuto notevolmente favorevole per i braccianti agricoli. La mancata applicazione degli stessi poteva e doveva essere ascritta esclusivamente ai singoli datori di lavoro non avendo egli alcun potere di controllo presso le singole aziende»