Il presente è all'insegna della cassa integrazione. Domani i cancelli torneranno a chiudersi, si teme un lungo stop anche nel secondo semestre dell'anno. I riflettori sono dunque puntati sul 2020 quando dovrebbero arrivare le varianti ibride di Giulia e Stelvio e dovrebbe andare in produzione sulle linee un nuovo modello, griffato non più Alfa Romeo bensì Maserati: si tratta di un Suv ibrido. «L'obiettivo -come ha spiegato ieri su "Repubblica"l'analista Paolo Griseri- è quello di tornare alla conquista di mercati come quello cinese ormai particolarmente attenti alla limitazione delle emissioni di CO2». Il primo gennaio 2021 scatteranno difatti le nuove e più stringenti norme europee che costringeranno Fca ad ampliare la gamma elettrica per evitare, o ridurre, le multe.
Nel piano per il 2022 è compresa una spesa di 9 miliardi per la sola transizione elettrica.

Landini: Fca è in ritardo
Meglio tardi che mai, la Fiom chiedeva la svolta sulle auto elettriche già molti anni fa, ed oggi con il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, nel corso del convegno "Auto al bivio" che si è tenuto l'altroieri a Napoli, tuona con severità: «L'Italia è particolarmente indietro per quanto riguarda l'auto elettrica e l'auto ibrida. Gli investimenti sono molto bassi, i livelli di produzione altrettanto: da questo punto di vista emerge sia il ritardo di nuovi modelli e di investimenti da parte del gruppo Fca sia l'assenza di una politica industriale del governo adeguata ad affrontare questi temi. Il problema riguardava anche i governi precedenti, ma oggi non è cambiato nulla». Per Maurizio Landini questa situazione «sta mettendo a rischio i livelli occupazionali, perché ci sono molta cassa integrazione e molti ammortizzatori sociali, e sta mettendo a rischio anche un pezzo importantissimo del nostro sistema industriale, ossia le imprese della componentistica che operano in questo settore».

Vendite: ok solo in Giappone
Tornando invece al presente tocca sottolineare nuovamente come nei primi mesi del 2019 la produzione sia praticamente dimezzata, così come dimezzate sono le giornate di lavoro con conseguente aumento della cassa integrazione per gli operai di Cassino e dimezzate sono anche le immatricolazioni dei modelli a marchio Alfa prodotti nel sito pedemontano. Con una sola eccezione dove c'è il segno "più": il Giappone. Nel corso dei primi quattro mesi del 2019, ovvero nel periodo compreso tra gennaio e aprile, Alfa Romeo ha venduto 845 unità in Giappone registrando una crescita percentuale del+12% rispetto ai dati raccolti nel corso dello stesso periodo dello scorso anno. Considerando solo i modelli importanti dall'estero, che in Giappone rappresentano un vero e proprio mercato a parte, Alfa Romeo presenta una quota di mercato dello 0.74%. Da segnalare, inoltre, che Alfa Romeo ha chiuso l'anno fiscale 2018, ovvero il periodo compreso tra aprile 2018 e marzo 2019, con un totale di 2,606 unità vendute in Giappone, un risultato che si traduce in una crescita percentuale, rispetto al precedente anno fiscale (aprile 2017 – marzo 2018), pari al +28%. La quota di mercato della casa italiana nel corso dell'anno fiscale concluso a fine marzo è stata pari allo 0.72%.

Da Cassino alla... Spagna
E intanto arrivano altre notizie positive per il Suv Stelvio prodotto a Cassino. Dopo aver acquistato 249 esemplari di Seat Leon ST e 140 di Jeep Compass, la Guardia Civil de Tráfico spagnola ha deciso di aggiungere al suo equipaggio 97 esemplari di Alfa Romeo Stelvio, il primo Suv proposto dalla casa automobilistica di Arese. Secondo quanto affermato tutte e 97 le unità dello Stelvio sono in versione turbo benzina a 4 cilindri da 2 litri con potenza di 200 cavalli, abbinato alla trazione integrale Q4 e al cambio automatico a 8 rapporti.