Un anno e mezzo al frusinate sorpreso con la droga mentre si accingeva a partecipare alla Million marijuana march di Roma. Così ha deciso il gup del tribunale della capitale al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Angelo Liburdi, 36 anni, era stato fermato a Termini dalla polizia sabato scorso. Era incappato, insieme ad alcuni amici solo identificati, nei rafforzati controlli predisposte dalle forze dell'ordine in occasione dell'evento organizzato per sostenere la liberalizzazione delle droghe leggere. Il gruppo di frusinati ha deciso di prendere il treno per partecipare all'evento che si snodava da piazza della Repubblica a San Giovanni, ma non ha avuto il tempo di aggregarsi ai manifestanti.

Fatto sta che Liburdi, agli arresti domiciliari a Frosinone, è stato bloccato dalla polizia che gli ha trovato addosso poco meno di 19 grammi di cocaina. L'uomo, stando alle accuse, ha opposto resistenza all'arresto con violenza e minaccia agli agenti, così gli hanno contestato oltre appunto alla resistenza a pubblico ufficiale anche l'evasione dai domiciliari nonché lo spaccio. Dopo l'udienza di convalida Liburdi era finito a Regina Coeli. Il suo avvocato Luigi Tozzi ha chiesto il processo con rito abbreviato condizionato all'escussione del consulente sulla sostanza stupefacente sequestrata. Richiesta rigettata dal giudice così si è proceduto a un abbreviato secco.

La difesa ha, comunque, evidenziato al magistrato la mancanza di consulenza tecnica. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a due anni di reclusione, mentre il giudice, considerando lo spaccio di lieve entità e la continuazione con gli altri due reati, ha deciso per una condanna a un anno e sei mesi. Quindi, pronunciandosi sulla misura, ha rimesso Liburdi agli arresti domiciliari a Frosinone dove avrebbe dovuto trovarsi anche sabato pomeriggio, dato che ha facoltà di uscire dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.