Come la "tela di Penelope", la fognatura del tratto iniziale di Vicolo San Paolo. Non c'è pace per i residenti del centro storico, ma neppure per amministratori comunali di buona volontà e per le società concessionarie di servizi che vorrebbero limitare danni e disagi. Mercoledì scorso l'esondazione dai pozzetti lungo via Vittorio Emanuele, che provocò l'allagamento del corso cittadino e i comprensibili disagi per i residenti, venne seguita dall'intervento del comune che, a firma del sindaco Daniele Natalia, emise ordinanza di intervento e ripristino. La società concessionaria del servizio idrico e fognario intervenne con rapidità, e con mezzi adeguati, affrontando l'emergenza ed accertando la necessità della sostituzione di un tratto di tubazione. I lavori vennero eseguiti nei giorni successivi, e nella giornata di sabato si procedette alla copertura della nuova tubazione interrata, ed al rifacimento della pavimentazione in sampietrini.

Nella stessa giornata, però, si ebbe la segnalazione del mancato funzionamento di alcune linee telefoniche della zona, tra le quali una a servizio della caserma del comando Compagnia Carabinieri in via Giminiani. I controlli effettuati nella giornata di lunedì 13, hanno individuato il punto di disattivazione della linea, nel tratto intermedio dello scavo effettuato per la posa in opera della nuova tubazione.

L'impresa incaricata dal gestore telefonico, intervenuta ieri mattina, ha scavato ripetendo il lavoro già fatto per la fognatura, constatando una triste verità: durante i lavori alla condotta fognaria, qualcuno aveva tagliato con il "frullino" la tubazione che ospita il cavo telefonico dai molti fili, tranciandolo di netto. Per motivi al momento ignoti, nessuno ha fatto presente l'accaduto, e la stessa ditta provvide alla ultimazione dell'intervento: posa della tubazione, collegamento al pozzetto, ricopertura del tutto e rifacimento della pavimentazione a sampietrini. I tecnici del telefono hanno asportato la tubazione, e ricollegato i fili tranciati, con un lavoro certosino. L'intervento sarà addebitato al gestore idrico, che si troverà a sopportare un aggravio di costi imprevisto, e soprattutto non meritato.