Cancello spalancato all'ex Tomassi. I residenti sono esasperati e chiedono più sicurezza a chi dovrebbe sorvegliare il complesso edilizio abbandonato da anni. Un'area divenuta terra di nessuno in pieno centro. Ma i cittadini che abitano nella zona si sono stancati di vivere nel degrado e tra i rifiuti, spesso lanciati dalle auto di passaggio lungo il perimetro del centro "Serapide", la triste icona di un'incompiuta divenuta nel tempo anche teatro di morte.

Una richiesta corale di messa in sicurezza riaffiorata con forza dopo la morte del giovane Daniele Arduini nel parcheggio multipiano di viale Mazzini a Frosinone. Il sindaco Roberto De Donatis, incontrando i residenti del rione Napoli, ha accennano al destino dell'area: «Abbiamo parlato della riqualificazione della cittadella della scuola nell'area dell'ex Tomassi -ha detto- Certo, lì ci vuole più tempo,lo sappiamo, però finalmente ci sono degli imprenditori interessati a presentare offerte presso le curatele fallimentari per acquisire il bene e poter discutere con l'amministrazione che ha già, come tutti sanno, un progetto chiaro».

Sin dai tempi della campagna elettorale, De Donatis aveva parlato di una riconversione degli spazi per il cui progetto, la cittadella della scuola appunto, si è interfacciato anche con la Regione Lazio. Un piano che però, come lui stesso ha affermato, avrà dei tempi di realizzazione piuttosto lunghi. E nel frattempo il "Serapide" resta un luogo di grande degrado, pericoloso, piazza prediletta di molti spacciatori, con gli operatori sanitari del 118 spesso chiamati a soccorrere giovani in overdose.

E nell'ex Tomassi non manca neanche chi pratica giochi estremi, rischiosissimi, arrampicandosi sulle strutture più alte del palazzo. Mentre intorno l'erba cresce incontrollata. Gli abitanti della zona, preoccupati, denunciano che gli accessi sono incontrollati e praticamente liberi di giorno e di notte. «È vero che se uno vuole entrare non ha molta difficoltà -commenta sconsolato un cittadino- però lasciare addirittura il cancello aperto è assurdo in un'area sottoposta a sequestro». Del "mostro" si sono occupati anche i media regionali: di pochi mesi fa un servizio del Tg3 Lazio che ha raccolto l'indignazione dei residenti, in un luogo che avrebbe dovuto segnare la rinascita di un quartiere, un sogno penosamente infranto.