Un altro importante riconoscimento per il patrimonio culturale di Atina: Palazzo Sabatini entra a far parte della "Rete delle Dimore Storiche del Lazio". La residenza storica della famiglia Sabatini fu costruita nel 1648 fuori le mura medievali, quando le felici condizioni economiche favorirono l'espansione edilizia a opera delle famiglie atinati più in vista. Si trova all'inizio di via San Nicola, nei pressi dell'ex convento dei Frati Minori; sorge ai piedi della collina di Santo Stefano e nell'ampio cortile interno conserva tratti dell'acquedotto romano e vasche per la raccolta dell'acqua scavate nella sottostante roccia.

Nel palazzo fu inglobata la chiesa di San Rocco, eretta  alla fine del Quattrocento e poi trasformata in cappella privata.
Al suo interno pregevoli affreschi di Vespasiano dell'Aquila risalenti agli inizi del Cinquecento, riportati alla luce con la campagna di restauro voluta dai coniugi Francesco Sabatini e Rosella Palombi da poco scomparsa. Sull'altare il busto della Madonna del Buon Cammino (epoca tra 1600 e 1700) intagliato su legno di castagno mentre il drappeggio è di cartapesta ("Abbiamo trovato ritagli di giornali datati 1848" raccontarono i coniugi Sabatini). E poi un'altra immagine sacra, il Nazareno (Ecce Homo), attribuita ad artisti del Quattrocento senese.

A metà dell'Ottocento l'edificio fu ricostruito nelle forme barocche che ancora conserva ingentilito da un portale con ampia e ricca cornice in pietra. Palazzo Sabatini va ad aggiungersi al Palazzo Visocchi, già inserito nell'elenco dei 96 beni culturali accreditati nel Lazio. E così il patrimonio architettonico di Atina, da poco nei "Borghi più belli d'Italia", si arricchisce di un altro gioiello.