Cassa integrazione e spesa sono inversamente proporzionali. Sale la prima e scende la seconda. La terribile ondata di cassa integrazione che travolge la Fca e tutto il suo indotto (disseminato nell'intera provincia) porta come conseguenza diretta la busta paga più leggera e cali drastici nell'economia. A scattare una foto sull'emergenza sono stati sindacati e mondo delle imprese. Se per Giangrande (Uilm) «quando viene a mancare il lavoro in Fca e indotto la situazione incide sull'economia del Cassinate all'80%».

E chiaramente in percentuali ridotte ma importanti anche nel resto del territorio. In migliaia tra fabbrica e indotto di primo e secondo livello si trovano in affanno e, di conseguenza, mandano in paralisi anche gli altri settori. Enzo Valente dell'Ugl aveva scattato la medesima fotografia raccontando la vitalità nella stessa città di Cassino che si respira, già dalle 5 nei bar, quando Fca apre i suoi cancelli e il contrario quando la stessa li chiude. Guido D'Amico di Confimprese Italia ha addirittura parlato di riduzioni del 70% della clientela per alcuni alberghi con conseguenze simili per i ristoranti. Per tutti è una situazione drammatica.

Mobilitazione territoriale
Non sono solo i sindacati confederali e il mondo imprenditoriale a suonare l'allarme, anche i sindacati di base mettono in guardia. Nei giorni scorsi l'organizzazione sindacale FlmU-Cub di Cassino ha riunito i propri iscritti per un primo esame della situazione occupazionale e vertenziale dell'area industriale del cassinate. Convinzione comune di tutti gli iscritti, che hanno approvato all'unanimità la relazione del neo segretario provinciale Delio Fantasia, è quella di aprirsi all'esterno e ad altri soggetti sociali organizzati per costruire un fronte unitario di lotta che si interponga allo strapotere padronale, alla complicità dei sindacati confederali e all'indifferenza della politica e delle istituzioni locali.

«Vogliamo aprire una vera e propria mobilitazione territoriale – afferma Delio Fantasia – che coinvolga l'intera area industriale del cassinate. Un vero e proprio stato di agitazione sindacale per non rimanere inerti dinanzi allo stillicidio di perdita di posti di lavoro che la provincia di Frosinone non può permettersi. Una vera vertenza territoriale che veda gli operai protagonisti delle rivendicazioni e delle lotte, senza alcuna delega in bianco alle stesse organizzazioni sindacali confederali».

«Altra convinzione è che nei prossimi mesi ci saranno importanti sfide da affrontare, non ultima quella di una possibile chiusura prolungata dell'attività produttiva della Fca di Cassino, con tutte le conseguenze che questa sciagurata ipotesi potrebbe determinare. A oggi non è dato sapere nulla del futuro occupazionale alla Fca, e sia la direzione aziendale che i sindacati confederali tacciono, limitandosi a comunicare i giorni di sospensione della produzione. Un silenzio inquietante che non lascia presagire nulla di buono».

Le tensioni emerse durante le ultime assemblee sindacali in Fca in effetti confermano uno stato di esasperazione degli operai che non reggono più non solo le decurtazioni dei salari, ma anche l'inadeguatezza dei sindacati confederali rispetto alle velleità padronali. «Gli operai chiedono una reale rappresentanza sindacale delle loro istanze – conclude Delio Fantasia – e la Flmu-Cub si sta preparando alle sfide dei prossimi mesi».