Dopo l'attacco hacker alle caselle di posta elettronica certificata degli avvocati, i disagi sono proseguiti praticamente per tutta la scorsa settimana. Il blocco della pec dopo l'attacco di Anonymous ha rallentato non poco l'attività, soprattutto dei civilisti, rendendo difficili se non impossibili le attività collegate al processo civile telematico. Dopo che, su sollecitazione del presidente dell'ordine degli avvocati di Frosinone Vincenzo Galassi (le caselle pec colpite sono proprio quelle con dominio @ordineavvocatifrosinone.it) i presidenti di tribunale e corte d'appello avevano emanato una disposizione che autorizzava il deposito degli atti in forma cartacea e non telematica per chi abbia subito il disservizio della pec, il presidente Paolo Sordi ha rivolto un invito ai magistrati.

La richiesta è di «voler valutare il disservizio quale situazione che legittima l'accoglimento di istanze di rimessione in termine formulare da avvocati titolari della pec Lextel che deducano il mancato funzionamento della stessa». L'attacco hacker ha avuto inizio a partire dalle ore 19 del 7 maggio. L'azione ha interessato in modo particolare chi non aveva provveduto a cambiare la password di primo avvio della posta certificata. Anonymous per altro aveva diffuso in rete i dati di 30.000 avvocati romani e aveva colpito anche altri ordini professionali tra cui Caltagirone, Matera e Piacenza. Ma l'attacco hacker a pioggia ha interessato pure le caselle di posta certificata dei legali ciociari.