La situazione è evidente, ed è sotto gli occhi di tutti. La città sta diventando sempre più "buia". Le luci dei negozi si spengono la sera per non riaccendersi più il giorno dopo. Librerie, negozi di abbigliamento, bar, empori, botteghe: nessun settore è risparmiato da questa logica di distruzione. Il risultato di una serie di fattori che, come analizzato fin da subito da Domenico Natale e dai membri dell'associazione Vivi Cassino, ha decretato una situazione se non di allarme, quantomeno critica. Negli ultimi anni l'apertura di centri commerciali fuori dalla città, le grandi catene di supermercati, il commercio on line e la crisi occupazionale, che ha svuotato le tasche delle persone, hanno disegnato il quadro attuale.Un quadro complicato.

Capita che i negozi chiudano all'improvviso, svuotati e dismessi nella notte, senza avvisare i clienti, a volte senza che gli stessi commessi se ne accorgano, se non davanti ai cartoni già imballati. Per i bar e i locali la situazione non è tanto diversa, per alcuni di loro durano di più i lavori di ristrutturazione che il tempo in cui restano aperti al pubblico. Investimenti che, purtroppo, a volte non vengono recuperati dagli imprenditori e che creano ulteriori piaghe all'economia. Passeggiare nel centro di Cassino, una volta vivo e piacevole, dove oltre a maggior decoro, era possibile ascoltare musica gradevole uscire dai negozi e dove ogni attività offriva una peculiarità, è un lontano ricordo. Ci sono invece locali vuoti, dalle vetrine si osserva il vuoto, la sporcizia e gli imballi lasciati.

Un ulteriore "complice" è il costo elevato dell'affitto, che, nonostante la crisi generale e del commercio in particolare, è rimasto invariato, rendendo difficile un pagamento costante.
Così le uscite per un commerciante spesso sono di più delle entrate. Chi ha attività commerciali storiche in città ha accusato questa flessione che si è abbattuta come una mannaia sia sugli incassi che sulla volontà e l'entusiasmo, ma un barlume si è riacceso anche in attesa della partenza del Giro d'Italia. Un solo giorno però non riuscirà a cambiare la situazione arrivata ad un punto particolarmente critico. Una carovana rosa non riaccenderà quelle luci che sono spente ormai da mesi. Di Cassino, città di riferimento per gli acquisti, per lo shopping, cuore dell'economia del territorio, è rimasta solo qualche foto e cartolina. E la città resta al "buio".