Aveva la passione per il rap e per il parkour. Aveva inciso anche un album pubblicato "Reclusione" su Spotify con il nome di Blind Laugh. Daniele Arduini amava il parkour, uno sport che consiste nel superare ostacoli di varia natura con salti. E forse ieri mattina, anche se al momento nessuna pista è esclusa dagli investigatori, potrebbe essere precipitato mentre stava facendo parkour. Cosa stava facendo nel multipiano. Con chi era? Probabilmente non era solo. I carabinieri non lasciano trapelare nulla, in corso le indagini per chiarire l'esatta dinamica dell'accauto.

La passione per la musica
La passione per la musica è nata per Daniele Arduini quando aveva 16 anni. Il rap il suo mondo. Scrive la sua prima strofa per il singolo "Jutsu Tenkaichi" in collaborazione con EDD. Lo scorso anno il suo primo lavoro, il disco "Reclusione". Nella composizione dei testi si ispira a tracce di film, alla musica e ai libri. Era molto affermato anche nel mondo musicale della provincia, stimato e seguito. Il prossimo 18 maggio avrebbe dovuto esibirsi nell'evento "Music Park" al parco Matusa a Frosinone. Avrebbe dovuto cantare due canzoni. La morte del ragazzo ha scosso anche molti suoi compagni con cui condivideva le stesse passioni.

Il parkour
Un'altra passione che aveva il giovane di Torrice era quella del parkour. A dimostrazione anche una foto sul suo profilo instagram dello scorso anno, dove è arrampicato su un lampione, all'interno del multipiano di Frosinone. Parkour è una disciplina che consiste nell'eseguire un percorso superando qualsiasi tipo di ostacolo con salti, arrampicate e scalate a mani nude. Il parkour è diventato un vero e proprio sport. Basta andare anche su Instagram o comunque sui social per scoprire un mondo fatto di arrampicate e salti pericolosi. Diversi i video che compaiono. Purtroppo la cronaca racconta anche di giovani morti molto probabilmente a seguito di lanci nel praticare questa "disciplina metropolitana". Se la stessa sorte sia toccata a Daniele Arduini saranno le indagini a chiarirlo. Indagini dei carabinieri di Frosinone che proseguono a 360 gradi.

«No, perché? Non ci credo. Perché? Veniva spesso qui a saltare. Perché?». È lo sfogo di un ragazzo che ieri, sconvolto, è arrivato vicino al multipiano di Frosinone, dove poche ore prima è stato trovato morto un suo amico, Daniele Arduini, 19 anni, di Torrice. Un volo di oltre dieci metri che è stato fatale per il ragazzo. Il corpo, ormai senza vita, era a terra, all'interno della struttura di viale Mazzini, nella tromba della rampa d'accesso. A trovarlo, in una pozza di sangue, una donna che aveva parcheggiato l'auto nel multipiano. Subito ha lanciato l'allarme.

Sul posto il personale medico ma per il giovane studente privatista del liceo Giovanni Sulpicio di Veroli (si era ritirato qualche mese fa e era pronto a sostenere l'esame di ammissione al quinto come privatista) non c'era ormai nulla da fare. Immediatamente sono scattate le indagini dei carabinieri intervenuti sul posto per trovare elementi utili a chiarire l'esatta dinamica dell'accaduto. I militari non escludono nessuna pista, dal gesto estremo, all'incidente.

Gli indizi porterebbero, in particolare, alla "moda" del parkour, uno sport che consiste nell'eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo con la maggior efficienza, velocità e semplicità di movimento possibile, adattando il proprio corpo all'ambiente circostante, naturale o urbano, attraverso corsa, salti, equilibrio, scalate, arrampicate. Arduini aveva inciso un album pubblicato su Spotify con il nome d'arte Blind Laugh. E probabilmente anche quelle parole, pronunciate da quell'amico, letteralmente sconvolto, arrivato mentre anche noi eravamo nell'area delimitata dalle forze dell'ordine nella parte bassa del multipiano, si riferivano a un eventuale abitudine che aveva il ragazzo di praticare questo sport. Ma i carabinieri non tralasciano nessuna pista.

Le indagini proseguono a 360 gradi, anche per capire se qualcuno possa aver assistito alla scena. Se fosse da solo in quel momento o in compagnia. Risposte che le indagini degli uomini dell'A rma, coordinati dal tenente colonnello Andrea Gavazzi, potrebbero portare a capire cosa sia accaduto realmente ieri mattina. Daniele ieri mattina era andato a scuola, nel liceo Sulpicio, dove nel pomeriggio sarebbe dovuto tornare per sostenere l'esame di ammissione al quinto. Aveva chiesto qualche informazione in più, maggiori dettagli, per poi tornare alle 14 a Veroli per l'esame. Ma non ha fatto mai ritorno. Anzi, i professori visto che non si era presentato, avevano contattato la madre. Poco dopo la terribile scoperta. Gli amici che lo hanno visto hanno detto che era solare, come sempre. Infatti tutti lo ricordano come un ragazzo sereno, dal cuore grande, che amava scherzare, divertirsi come tutti i ragazzi della sua età.

La notizia della morte del diciannovenne si è diffusa nel primo pomeriggio a Torrice, dove il ragazzo viveva in via Cervona con i genitori. Sconvolti anche i compagni di scuola, gli amici e tutte le persone che lo conoscevano e hanno condiviso con lui tanti momenti. La salma è stata trasportata nell'obitorio dell'ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone a disposizione dell'autorità giudiziaria. Disposta l'autopsia. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per capire cosa sia accaduto ieri mattina a Daniele. Per quale motivo si trovasse nel multipiano di Frosinone, dopo l'uscita da scuola, invece di fare rientro a casa e poi tornare a scuola per sostenere l'esame. 

di: Nicoletta Fini