Verso la conclusione i lavori di competenza della Regione Lazio per la riapertura al traffico del viadotto Biondi. Riapertura fissata a giugno dopo un'indicazione iniziale di gennaio e una susseguente polemica Regione-Comune. L'annuncio, ieri, è arrivato direttamente dalla Pisana con il presidente del consiglio regionale Mauro Buschini che ha effettuato un sopralluogo al cantiere con l'assessore regionale ai lavori pubblici Mauro Alessandri.

«I lavori per il ripristino definitivo della frana e per gli interventi di ripristino funzionale volgono al termine e la riapertura al traffico veicolare possiamo prevederla per il mese di giugno, d'intesa con i tecnici della Regione Lazio che ha finanziato i lavori - ha affermato Mauro Buschini - Si è proceduto, in via definitiva, alla bonifica del viadotto, alla stabilizzazione e messa in sicurezza del pendio, dell'alveo del fiume e al ripristino del piano stradale di via Ernesto Biondi, uno snodo fondamentale per il collegamento viario di Frosinone: l'attesa per i nostri cittadini è terminata e finalmente - ha concluso il presidente del consiglio regionale - il capoluogo disporrà di un'arteria fondamentale per i collegamenti tra la parte bassa e il centro storico della città».

Sulla stessa lunghezza d'onda la consigliera regionale del Partito Democratico Sara Battisti. «L'imminente riapertura del viadotto Biondo a Frosinone è un'ottima notizia per i nostri concittadini. La Regione Lazio ha provveduto a finanziare i lavori definitivi per il ripristino della viabilità e per la messa in sicurezza della zona. Già il prossimo mese l'arteria tornerà percorribile, Frosinone potrà disporre di uno dei suoi collegamenti più importanti. Ringrazio Mauro Alessandri e Mauro Buschini per il lavoro svolto».

Era il 13 marzo del 2013 quando l'ultimo tratto del collegamento stradale, nei pressi di piazza San Tommaso d'Aquino, ebbe un cedimento. Ne seguirono degli altri con conseguente chiusura della strada, considerato che quasi l'intera carreggiata a salire era crollata. I disagi furono ingenti. A partire dalla chiusura di un'importante strada di collegamento tra la parte alta e quella bassa del capoluogo.

Il 18 dicembre 2016, il Comune di Frosinone, con lo scopo di ovviare alle problematiche per la viabilità e ripristinare una situazione di normalità per la cittadinanza, inaugurò il ponte Bailey. Si trattava di un'installazione ad hoc, realizzata dalla ditta olandese Janson Bridging, per consentire ai veicoli il transito a senso unico alternato e con semaforo. In quella circostanza il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani aveva parlato di «giornata speciale per la città». Circa 600.000 euro i costi. La stessa impresa olandese, dopo ventidue mesi di onorato servizio del ponte Bailey, aveva le operazioni di smontaggio. Era il 17 ottobre scorso.

Da quel momento la cittadinanza non ha potuto più usufruire di un passaggio cruciale per cucire le due zone (alta e bassa) del capoluogo. Il Comune avrebbe preferito posticipare lo smontaggio del Ponte Bailey, richiesto dalla Regione Lazio, ad esempio in questo periodo in virtù della prossima chiusura dell'anno scolastico. Ma così non è stato poiché la Regione ha voluto evitare ulteriori costi derivanti dallo stop del cantiere o attraverso l'intervento dei lavori attraverso una modalità più dispendiosa, in termini economici, di quella utilizzata.

Ne era nata, poi, una polemica sulle tempistiche con il botta e risposta tra la Regione e l'assessore ai lavori pubblici Fabio Tagliaferri. Era gennaio 2019. Dalla Pisana, l'8 gennaio 2019, avevano fatto sapere che «il termine dell'esecuzione dei lavori di ripristino era stato previsto entro il mese di gennaio 2019, con la disponibilità delle aree a partire da settembre 2018.

La consegna dal Comune di Frosinone alla Regione Lazio è avvenuta in data 11 di novembre e solo il 23 novembre le stesse aree sono state consegnate all'impresa appaltatrice in quanto ancora occupate da parti dalla struttura metallica del ponte provvisorio e dall'impianto di illuminazione. Il ritardo è stato pertanto determinato dalla disponibilità delle aree su cui intervenire».

Dal canto suo l'assessore Fabio Tagliaferri aveva spiegato che «il ponte Bailey è stato smontato subito dopo la richiesta pervenuta dalla Regione. Lo smontaggio poteva essere effettuato solamente dalla ditta che lo aveva installato che, essendo olandese e non operando in zona ed avendo numerose commesse in giro per l'Europa, ha effettuato le operazioni quando ha potuto farlo». E, contestualmente, premettendo che «a tutto voler concedere che ci siano stati dei ritardi, ma non è stato così, nella consegna delle aree» aveva chiesto alla Regione Lazio «di indicare in maniera precisa al Comune e soprattutto alla cittadinanza di Frosinone quando intende finire i lavori».
Questo, però, è il passato. E ora, scansate polemiche, precisazioni e punti di vista, la cittadinanza del capoluogo potrà tornare a fruire del prezioso collegamento