Aumentano le presenze dei giovani e dei giovanissimi in politica. Non sono militanti di partito, come accadeva un tempo. I volti storici e i professionisti tendono ad allontanarsi da quello che sembra essere diventato un mondo sempre più oscuro e complicato, aggravato dall'uso indiscriminato dei social media. Così, accade con facilità che si ricorra al giovane candidato dell'ultimo momento, calato in una parte che poco gli si addice. Ragazzi che si emozionano facilmente nel poter mostrare un "santino" con la foto in abito elegante.

La politica di un tempo si "imparava" nelle sedi, ne facevano parte tanti ragazzi. Quelli che oggi, diventati adulti, non sono stati in grado di creare una gioventù realmente coinvolta nelle dinamiche politiche del Paese e in quelle locali. Anni di lotta, in cui destra e sinistra erano ben delineati, tra i quali c'era guerra di idee ma anche rispetto. Fece scalpore all'epoca la decisione di Giorgio Almirante di mettersi in fila alla camera ardente per Berlinguer in via delle Botteghe Oscure, che ospitava la storica sede del Pci. Almirante era solo, e si mise in fila come gli altri.

Pochi anni separavano quel momento dagli anni di piombo. Eppure non venne contestato. Poco dopo fu raggiunto da Giancarlo Pajetta e Nilde Iotti che lo accompagnarono all'interno per rendere omaggio alla salma del suo avversario.
Furono gli stessi Pajetta e Iotti, alla morte di Almirante, a recarsi in visita a via della Scrofa per ricambiare l'omaggio.
Ma questa non è una storia su Instagram.