Operazione antidroga "San Bartolomeo", gli arrestati restano quasi tutti in silenzio. Solo alcuni rispondono alle domande del gip e rigettano ogni accusa. I primi interrogatori sono iniziati ieri mattina presto in carcere, a Cassino. Uno su rogatoria a Roma. Poi, dalle 13, quelli in tribunale per gli indagati sottoposti alla misura dei domiciliari. Una lunghissima batteria di udienze con un agguerrito pool difensivo, tra cui figurano gli avvocati Francesco Palumbo, Ernesto Cassone, Emanuele Carbone, Giancarlo Corsetti, Mariano Giuliano e Pasquale Cardillo Cupo proseguita fino a tardi.

In particolare, Guglielmo Morelli avrebbe negato ogni cessione spiegando il tenore delle telefonate, mentre Valentina Pelagalli avrebbe sollevato la questione della corrispondenza di alcune contestazioni con altre per cui il Riesame l'aveva già giudicata in un vecchio procedimento.Situazione simile per Silvana Spada, accusata di estorsione. Tutte le difese hanno  già annunciato ricorso al Tribunale del Riesame.

Le accuse formulate a carico degli 11 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare e supportate dalle dichiarazioni del pentito Elio Panaccione sono davvero pesanti: l'antimafia capitolina avrebbe seguito la pista della gestione della piazza dello spaccio a partire da quell'ordigno piazzato nel gennaio del 2015 al circolo ricreativo San Bartolomeo, finito ora sotto sequestro insieme a terreni, ville e appartamenti (per un valore stimato sugli 800.000 euro). Da allora, i carabinieri della Compagnia di Cassino, coordinati dalla Dda di Roma, hanno puntato i fari sulle attività di due famiglie rom, arrivando con l'operazione di martedì scorso a notificare gli 11 avvisi di custodia cautelare: in carcere, con la contestazione del vincolo associativo, sono finiti a Antonio Morelli detto "Tonino", del '69, nato a Capua; Maria Spada detta "Zia Maria", del '69, nata a Villa Literno; Guglielmo Morelli detto "Piccolo" dell'88 nato a Santa Maria Capua Vetere; Angelo Morelli detto "Felice o Angioletto", del '97; Valentina Pelagalli del'93, nata a Cassino; Flavio Lena del '90, nato a Cassino. In carcere, senza la contestazione del vincolo associativo, Antonio Tomassi dell'80, nato a Cassino. Ai domiciliari, invece, Perla Onorati, del '92 di Cassino; Antonio Badalone del '76 di Cassino; Antonio Aniello del '93, nato a Roma residente a Santi Cosma e Damiano; Silvana Spada del '72, nata a Minturno e residente a Cassino.