La battaglia legale non è facile. E non lo è perché sul piatto della bilancia c'è la verità sulla morte del piccolo Gabriel, ucciso a soli due anni perché piangeva. Secondo la procura sono stati proprio i suoi genitori, Donatella Di Bona e Nicola Feroleto a commettere una crudeltà simile. La mamma prima avrebbe simulato un investimento, poi sotto le richieste incalzanti dei carabinieri, ha raccontato di averlo soffocato a pochi passi da casa perché voleva tornare dalla nonna. Versioni contrastanti a cui fanno da contraltare le diverse ricostruzioni del papà del bimbo, Nicola Feroleto, che prima nega di essere lì, poi ritratta. Poi nega ancora. Ma a inchiodarlo resta quella intercettazione ambientale (in cui sarebbe saltata fuori la richiesta alla compagna di Villa Santa Lucia di fornirgli un alibi) che tiene uniti tutti i fili di un'inchiesta difficile, che la procura ha affidato ai militari del capitano Mastromanno e a quelli del tenente colonnello Gavazzi, del comando provinciale, agli ordini del colonnello Cagnazzo.

Ieri mattina la difesa dell'uomo, insieme alla consulente, la criminologa Roberta Bruzzone, ha incontrato il quarantottenne in carcere a Cassino, chiamato a rispondere di omicidio volontario aggravato in concorso con Donatella. «È molto provato per il lutto. Sta metabolizzando. Dobbiamo capire prima di tutto quali siano le cause del decesso del piccolo e l'ora esatta della morte» ha commentato a caldo la dottoressa Roberta Bruzzone, che dovrà ricostruire la scena del crimine. E in effetti l'ora e la causa della morte serviranno a definire ruoli e responsabilità. Ecco perché sia la difesa di Feroleto che quella di Donatella potranno puntellare meglio la strategia da adottare quando avranno accesso a tutti gli atti, soprattutto all'esito dell'autopsia.

Nicola, intanto, anche ieri avrebbe negato la sua presenza in via Veglia quando Gabriel è stato ucciso. Lunedì la fissazione dell'udienza davanti al Tribunale del Riesame per gli avvocati Prospero e Cucchi, che come criminologo hanno scelto il professor Carmelo Lavorino. Discussione anche per Feroleto. Poi mercoledì difese e consulenti saranno a Villa Santa Lucia per il nuovo sopralluogo del Ris. Molti gli interrogativi aperti da questa nuova attività d'indagine. I militari del Ris cosa cercano all'interno dell'abitazione col tetto in lamiera dove il piccolo Gabriel viveva con la mamma e la nonna? L'inchiesta non è chiusa. Di certo, una volta in aula, sarà davvero una guerra di consulenze.