Una testimonianza drammatica. Quella della ragazzina di 14 anni chiamata a ricostruire davanti ai giudici di Frosinone quei terribili momenti in cui è stata costretta a subire una violenza da parte del padre di un'amica. Per evitare ogni contatto tra l'imputato C.B., 49 anni, detenuto, presente in aula e difeso dall'avvocato Giuseppe Dell'Aversano, e la parte offesa, lei è stata fatta accomodare nella stanza dove si tengono le camere di consiglio. A fare le domande il giudice Francesco Mancini, presidente del collegio (a latere i giudici Silvia Fonte Basso e Francesca Proietti).

La quattordicenne ha dovuto ricostruire l'episodio sin dall'inizio da quando era andata a dormire a casa dell'amica. A un certo punto ha raccontato il padre di questa l'aveva invitata a uscire insieme in auto per parlare di un fatto di bullismo. Secondo quanto ricostruito dalla procura, di notte, in un luogo appartato nelle campagne di Vico nel Lazio, si sarebbe consumata la violenza. Stando alle accuse l'arrestato avrebbe spinto a terra l'adolescente e, dopo averla spogliata, ne avrebbe abusato mentre con una mano le stringeva il collo. La vittima ai giudici ha confermato l'aggressione subita, il fatto che l'uomo le avrebbe tolto una scarpa, i pantaloni e sfilato le mutandine. Ieri, però, la stessa ha fornito una ricostruzione parzialmente diversa da quella dell'epoca, rappresentando che le due violenze sessuali (secondo il capo d'imputazione, subito dopo ce ne sarebbe stata un'altra sul cofano dell'auto) non si sarebbero consumate fino in fondo.

Quando la ragazzina era tornata a casa, era stata presentata una denuncia da parte del padre che ne aveva raccolto la confessione. La vittima era stata poi visitata in ospedale. Sentiti dal tribunale i genitori, il padre con il quale la ragazza vive, e la madre. Del primo, comunque, è stata acquisita la denuncia presentata, mentre la madre quando si è svolto il fatto si trovava al lavoro. Peraltro al quarantanovenne è stato contestato l'aver commesso il fatto per il quale è sotto processo mentre si trovava in regime di misura alternativa alla detenzione. Perciò era stato una prima volta arrestato dai carabinieri di Alatri e, successivamente, colpito da una seconda ordinanza di custodia cautelare per stupro. Il processo è stato aggiornato alla prossima settimana per sentire gli altri testimoni.