Attentati con ordigni esplosivi, furono 7 gli arresti tra gli anarchici nel settembre 2016. Tra costoro anche Marco Bisesti, classe '83, originario di Pontecorvo. Cinque condanne e 18 assoluzioni hanno chiuso a Torino il processo per terrorismo agli anarchici delle Fai-Fri, gruppi sospettati di avere messo a segno una catena di attentati tra il 2003 e il 2016. La procura aveva chiesto 22 condanne, per un totale di 204 anni di reclusione. I giudici della corte di Assise di Torino hanno inflitto 20 anni ad Alfredo Cospito, 17 anni ad Anna Beniamino, 9 anni a Nicola Gai, 5 anni a Marco Bisesti e Alessandro Mercogliano, gli unici imputati che sono stati riconosciuti colpevoli di avere promosso o partecipato a una associazione con finalità di terrorismo ed eversione.

Tra le azioni che gli sono state attribuite figuravano l'invio di pacchi esplosivi, il triplice ordigno fatto esplodere a Torino, nel 2007. Quella messo a segno dalla Digos di Torino nel settembre 2016 fu una delle più importanti operazioni anti-terrorismo degli ultimi anni. Nel mirino degli agenti, coordinati dalla Procura torinese, l'associazione finalizzata a compiere atti di violenza con finalità di terrorismo ed eversione: la Fai, Federazione anarchica informale. La stessa che, secondo i magistrati torinesi, sarebbe stata composta da15membri, responsabile di una serie di attentati dinamitardi, come i plichi esplosivi indirizzati a Romano Prodi nel 2003, a Sergio Cofferati e Chiamparino. O le bombe davanti alle caserme.

«Una organizzazione composta da una miriade di cellule - spiegarono dalla questura di Torino - affini ideologicamente ma non collegate direttamente». Con agganci anche in Russia. Marco Bisesti, già coinvolto in una precedente operazione contro l'anarco-insurrezionalismo, assolto nel 2005 insieme ad altri 7 perchè per indizi «insufficienti», è finito sotto la lente degli inquirenti per la sua attività di promozione e redazione delle riviste "Croce Nera Anarchica" e "KNO3".