Sono stati resi noti i nomi degli undici arrestati all'alba nell'operazione convenzionalmente denominata "San Bartolomeo". I Carabinieri della Compagnia di Cassino, sotto il coordinamento della D.D.A. di Roma, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari - emessa dal GIP del Tribunale di Roma nei confronti dei soggetti, parte dei quali appartenenti ad un'unica famiglia di etnia rom stabilmente residente nel quartiere popolare San Bartolomeo di Cassino, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, intestazione fittizia di beni, tentata estorsione, usura e truffa aggravata.

- In carcere con la contestazione del vincolo associativo:

Antonio Morelli detto "Tonino", del '69, nato a Capua; 
Maria Spada detta "Zia Maria", del '69, nata a Villa Literno
; Guglielmo Morelli detto "Piccolo" dell'88 nato a Santa Maria Capua Vetere;
Angelo Morelli detto "Felice o Angioletto", del '97
; Valentina Pelagalli del '93, nata a Cassino; 
Flavio Lena del '90, nato a Cassino 


- In carcere senza la contestazione del vincolo associativo (per cessioni di droga):
Antonio Tomassi dell'80, nato a Cassino. 



Ai domiciliari: 
Perla Onorati, del '92 di Cassino; 
Antonio Badalone del '76 di Cassino; 
Antonio Aniello del '93, nato a Roma residente a Santi Cosma e Damiano; 
Spada Silvana del '72, nata a Minturno e residente a Cassino. 

Con l'operazione convenzionalmente denominata "San Bartolomeo" i Carabinieri della Compagnia di Cassino, nella mattinata odierna, sotto il coordinamento della D.D.A. di Roma, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ed ai domiciliari - emessa dal GIP del Tribunale di Roma nei confronti di undici soggetti, parte dei quali appartenenti ad un'unica famiglia di etnia rom stabilmente residente nel quartiere popolare San Bartolomeo di Cassino, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, intestazione fittizia di beni, tentata estorsione, usura e truffa aggravata.

L'indagine, nata inizialmente con la Procura della Repubblica di Cassino, trae origine dall'esplosione, nella notte del 28 ottobre 2015, di un ordigno che danneggiò l'interno del circolo ricreativo "San Bartolomeo" sito nell'omonimo quartiere di Cassino, appartenente alla famiglia rom destinataria della misura cautelare. Il grave episodio, di natura chiaramente intimidatoria, rientrava nell'ambito di una guerra fra clan rivali nata dal mancato rispetto dell'accordo con il quale gli attuali indagati si erano impegnati ad effettuare l'attività di spaccio nel solo quartiere San Bartolomeo di Cassino. Con separata e parallela attività di indagine, la Compagnia Carabinieri di Cassino, coordinata e diretta dalla DDA di Roma, ha disarticolato prima il clan rivale rispetto a quello oggetto della presente operazione, legato alla criminalità organizzata di ascendenza campana, con l'operazione denominata  "La Storia Infinita" che nel mese di gennaio 2017 ha permesso di trarre in arresto tutti i membri del citato clan.   

L'attività di oggi, posta in essere nei confronti del clan dei rom, invece, ha consentito di accertare che tutti i componenti della famiglia gestivano in prima persona, nonché con l'ausilio di due pusher di fiducia, una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Le investigazioni avviate mediante una serie di operazioni di captazione, integrate da servizi di O.C.P. che consentivano di eseguire numerosi sequestri penali e amministrativi di droga, hanno evidenziato che l'attività di spaccio  gestita dalla famiglia rom veniva svolta prevalentemente nelle due abitazioni in uso ai componenti, costituite da due appartamenti posti al terzo e quarto piano dello stesso stabile di edilizia popolare situato nel quartiere S.Bartolomeo, nonché nel vicino  omonimo circolo ricreativo che appariva una comoda copertura per la vera attività cui era dedito l'intero clan; altresì il nucleo familiare si serviva di due pusher, due giovani fidanzati di Cassino, per lo spaccio al dettaglio che veniva effettuato nei pressi di luoghi di ritrovo dei giovani cassinati o direttamente presso le abitazioni di quest'ultimi con consegne a domicilio. Durante le indagini sono stati sequestrati 14 grammi di cocaina, 803 grammi di hashish, 170 grammi di marijuana, nonché una serra artigianale ricavata nella camera da letto dei due spacciatori arrestati in flagranza di reato. 

L'indagine ha consentito altresì di accertare che una delle donne appartenente al clan dei rom, dopo aver spacciato a credito ad una tossicodipendente del luogo cospicui quantitativi di cocaina, applicava un tasso usurario al debito contratto dalla sua cliente, arrivando a chiedere, a fronte di un debito di droga pari a 3.000 euro, fino a 1.000 euro di interessi mensili, nonché a farsi consegnare, a titolo di garanzia, due orologi di pregio (un "Rolex" e un "Bulgari") del valore complessivo di euro 37.000.

Veniva inoltre accertato che la famiglia rom, simulando di essere residente nell'alloggio popolare dove avveniva l'attività di spaccio, fatto non corrispondente al vero perché la reale assegnataria si era trasferita altrove, otteneva l'ingiusto profitto dell'assegnazione del predetto alloggio pur non avendone il diritto. Nel corso dell'indagine veniva anche accertato un tentativo di estorsione nei confronti di un pescivendolo del luogo posto in essere da una donna rom parente del clan oggetto delle investigazioni, che brandendo un coltello pretendeva il pagamento di interessi usurari sui prestiti effettuati in favore del commerciante.

Parallelamente all'attività d'indagine sullo spaccio sono stati svolti accertamenti patrimoniali che hanno consentito di accertare che i componenti della famiglia rom, pur dichiarando redditi che lambivano la soglia della povertà, conducevano un tenore di vita agiato ed erano intestatari, anche per interposte persone, di terreni e abitazioni di valore sproporzionato alle loro condizioni di vita economiche. Per tali motivi il GIP di Roma ha disposto il sequestro preventivo di tre alloggi popolari, tre terreni, due ville e un circolo ricreativo, tutti ubicati nel territorio del cassinate per un valore stimabile in circa 800.000 euro.

di: La Redazione

Una "storia" che parte da lontano. Dalla "storia infinita", la maxi operazione che fece la...storia a Cassino quando i carabinieri disarticolarono il gruppo Ferreri-Panaccione che aveva il predominio della piazza praticando intimidazioni e "violenze" nei confronti degli altri gruppi.

Non solo gli arresti di quella clamorosa operazione dei carabinieri ma anche una trama che si scucì e che ha già portato a diverse altre operazioni sempre dell'arma. Continuato a seguire quel filo conduttore e ad indagare, gli uomini del capitano Mastromanno, coordinati dal comandante provinciale Cagnazzo, hanno disarticolato un altro gruppo - Morelli-Spada, per lo più collegato. O meglio si è scavato nelle rivalità, negli "attentati" del 2015 (ci fu anche una sparatoria) emersi con la "Storia infinita" per arrivare a chiudere il cerchio su queste altre realtà.

La droga? Non si parla di grossi quantitativi ma tutti gravitanti su Cassino. Ecco come all'alba di stamattina i militari hanno condotto in caserma nove persone di Cassino, una di Santi Cosma e Damiano e una di Mignano

di: Katia Valente

E' in corso dalle prime ore della mattinata una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone. Undici persone sono state tratte in arresto poiché colpite da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale  Direzione Distrettuale Antimafia.

Parte delle persone arrestate risultano appartenere ad una unica famiglia di Etnia Rom - Morelli/Spada - stabilmente residente nel quartiere popolare "San Bartolomeo" del Comune di Cassino e sono ritenute responsabili, a vario titolo,  dei reati di "associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, usura ed estorsione".

E' in corso anche l'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso sempre dal G.I.P. del Tribunale di Roma a carico degli indagati ed i sequestri riguardano: 3 alloggi di proprietà dell'ATER, un locale  adibito a circolo ricreativo, 3 terreni e 2 ville, per un valore complessivo stimabile intorno al milione di euro.

di: La Redazione