Non si esclude che dietro la morte di una ottantenne di Roccasecca possa esserci uno choc anafilattico legato all'assunzione di un farmaco, forse di un antibiotico. Per questo, per fugare ogni dubbio, i carabinieri della locale Stazione, della Compagnia di Pontecorvo, hanno richiesto su disposizione del magistrato Valentina Maisto il sequestro della salma e della cartella clinica di Franceschina Pistilli, la pensionata deceduta nella notte tra martedì e mercoledì. Con l'accertamento irripetibile, si vuole scongiurare l'ipotesi pure al vaglio che il nesso di causalità tra l'assunzione del farmaco (sembrerebbe proprio un antibiotico) e il suo decesso avvenuto probabilmente per choc anafilattico, possa indicare una reazione al prodotto.

Oppure se la morte di Franceschina non abbia alcun collegamento con il medicinale assunto, avvenuto in base ai primi riscontri a casa. Saranno gli esami autoptici e gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Pontecorvo a stabilire cosa sia accaduto realmente. I precedenti Se fosse avvalorata l'ipotesi di una morte a seguito dell'assunzione di un determinato medicinale, non sarebbe purtroppo un caso isolato nel Cassinate. È del dicembre del 2018 la morte improvvisa di Gregorio Tedeschi, 57 anni, operaio di Sant'Antonino, strappato all'affetto dei suoi cari dopo l'a ssunzione di un antibiotico.

Anche in quel caso, le indagini sono state indirizzate in un'unica direzione: accertare se a causare l'inatteso decesso possa essere stata una causa imponderabile come, ad esempio, un aneurisma o un improvviso malore oppure se sia stata proprio la molecola dell'antibiotico ad aver causato il probabile shock anafilattico che non aveva lasciato scampo allo stimato operaio. A gennaio dello stesso anno, il caso del piccolo di pochi giorni di Priverno, deceduto allo Spaziani a seguito di una terapia antibiotica somministrata per un'infezione riscontrata alle vie urinarie. Anche in quel caso, per fare chiarezza, è
stata aperta un'inchiesta.