Un giorno qualsiasi per le strade di Frosinone. Un'auto con targa polacca che attraversa la rotatoria all'altezza della motorizzazione e sfreccia via continuando la Monti Lepini. Una scena comune nei mesi scorsi che, da quando è entrata in vigore la legge numero 132 del 1° dicembre 2018, sta diventando sempre meno frequente. La nuova normativa impone, infatti, di nazionalizzare le vetture con targa estera per chi risiede in Italia da più di due mesi. In caso contrario si rischia una sanzione amministrativa da un minimo di 712 a un massimo di 2.848 euro.

Da dicembre a oggi, la polizia stradale di Frosinone, guidata dal dirigente Stefano Macarra, ha elevato in totale 95 verbali. In 69 casi è stata contesta la violazione della norma base del divieto di circolazione per i veicoli immatricolati all'estero nella disponibilità di chi risiede in Italia da più di sessanta giorni. Altre 23 sanzioni riguardano la violazione commessa con veicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente da parte di un'impresa estera. In questo caso, infatti, è obbligatorio evitare un documento, in data certa, sottoscritto dall'intestatario dal quale risultino tutolo e durata della disponibilità del veicolo. Infine, altre tre sanzioni riguardano la violazione della norma che impone per i veicoli immatricolati all'estero, che abbiano già adempiuto le formalità doganali, di circolare in Italia per un massimo di dodici mesi.

In questo modo si sta stroncando un fenomeno che, in passato, era particolarmente diffuso, non solo tra gli stranieri, soprattutto romeni e bulgari, ma anche tra gli italiani. E la conferma arriva direttamente dal comandante della polizia stradale di Frosinone. Il dirigente Stefano Macarra spiega: «Tra i multati la maggior parte sono italiani. Si tratta spesso di imprenditori, con una buona disponibilità economica, che hanno il canale giusto per andarsi a comprare l'auto all'estero. Gente che si può fidare di chi gli procura l'auto». I vantaggi, infatti, prima dell'entrata in vigore della nuova legge erano notevoli. Non solo in termini di sconto sull'acquisto dell'auto, ma anche per il pagamento delle tasse sulla vettura e soprattutto dell'assicurazione, decisamente più a buon mercato rispetto ai prezzi in Italia.

E in tanti ora, come conferma lo stesso comandante, stanno correndo ai ripari, nazionalizzando le vetture, evitando così la confisca del mezzo.

il tema è stato affrontato in Parlamento nel question time con un'interrogazione presentata dal deputato Albrecht Plangger del gruppo misto. Interrogazione alla quale il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha risposto sostenendo che «la norma ovviamente deriva dalla volontà di bloccare chi elude gli obblighi assicurativi fiscali e chi intende con questo mezzo non pagare le multe che prende in Italia, perché tanto chissà da dove arriva».