Chiuso per irregolarità sanitarie il centro di accoglienza per immigrati ubicato presso l'ex Hotel Santoro, in via San Magno. Gli ispettori della Asl sono intervenuti mercoledì e ancora ieri era in atto lo sgombro. Una decisione attesa da tempo, rinviata per l'assurda ipocrisia delle istituzioni che credono di dover "fare mappa" fingendo di non vedere quello che, invece,appariva palesemente anche ai meno esperti.

Infiltrazioni di pioggia e probabilmente mancanza di manutenzione, oltre agli effetti di un tipo di ospitalità generalmente poco avvezza alle norme tecnico-igieniche, mostravano da mesi una situazione al collasso; la scoperta di un "ospite" che non avrebbe dovuto esserci, pregiudicato dell'Est europeo sulla cui presenza non c'era stata plausibile giustificazione, ha imbarazzato i carabinieri che, in diversa situazione, avrebbero apposto i sigilli. Non potevano bastare la volontà degli operatori e dei volontari, impegnati a vario titolo, a supplire e risolvere carenze igienico sanitarie. Chi parla di business dell'immigrazione non ha conoscenza dei dettagli; se vengono rispettati regole e parametri, strutture come quella del Santoro hanno difficoltà a sopravvivere, altro che lucroso affare. Scarsa competenza anche da parte delle istituzioni.

Il "Progetto Includo", ad esempio, inviso a Casapound ma deliberato dal comune, avrebbe meritato attenzione e modifiche, ma il senso di piaggeria che domina certi uffici, si palesa soprattutto in questi casi. Come quasi sempre, prima o dopo i nodi vengono al pettine. A rimetterci i giovani ospiti, che al di là della "paura del nero" non sono mai stati protagonisti di episodi riprovevoli.
L'ex Hotel Santoro, quello che fu il glorioso "Ristorante il Giardino", nato circa 50 anni fa, dove ogni tanto veniva Gigi Proietti ospite del suo amico musicista dipendente Videocolor, aveva proseguito il suo cammino tra alti e bassi, cessando l'attività qualche anno fa. Poi l'arrivo degli immigrati: con le proteste plateali di Casapound e gli interventi di chi è a favore della integrazione sociale. Il sogno dei giovani immigrati s'è infranto, per colpa di chi sarà arduo accertare. E le polemiche proseguono.