La decisione è arrivata nella tarda serata di mercoledì. A poche ore dall'ultima udienza del processo per l'omicidio di Emanuele Morganti, la Corte d'assise ha accolto la richiesta della difesa di Franco Castagnacci e ha disposto gli arresti domiciliari. Il provvedimento, però, non è operativo in quanto Castagnacci, per ora, resterà in carcere in quanto nei suoi confronti sono state adottate due distinte misure cautelari. La prima, nell'ambito di un processo per spaccio di droga, a seguito del quale è stato condannato in primo grado, con il rito abbreviato, a tre anni e otto mesi. Ora è in attesa del giudizio d'appello.

Solo qualora, all'esito del processo di secondo grado, il giudice d'appello decida sulla misura restrittiva, facendola decadere, Castagnacci potrebbe effettivamente lasciare il carcere. L'avvocato Marilena Colagiacomo, difensore di Franco, sotto processo insieme al figlio Mario, a Paolo Palmisani e Michel Fortuna per l'omicidio di Emanuele Morganti, dopo le ultime udienze con le quali era terminata l'escussione dei testi dell'accusa che avrebbero dovuto riferire direttamente sulla posizione di Castagnacci ha avanzato un'istanza di scarcerazione o di modifica della misura restrittiva. Il legale ha argomentato la richiesta ritenendo non più sussistenti le esigenze cautelari sotto il profilo dell'inquinamento probatorio, che era uno dei motivi per cui era stata emessa l'ordinanza cautelare a suo carico per l'omici dio del ventenne di Tecchiena.

La difesa ha ritenuto non più concreto il pericolo d'inquinamento delle prove. Quanto agli aspetti legati agli indizi di colpevolezza, l'avvocato ha scelto di non soffermarsi per evitare un'anticipazione della discussione. All'istanza, hanno espresso parere contrario il procuratore Giuseppe De Falco come pure la parte civile che, con l'avvocato Enrico Pavia, ha presentato una memoria. Castagnacci resta, però, in carcere per l'accusa di spaccio per la quale è in attesa del giudizio di appello, dal quale, per effetto della sentenza della Corte costituzionale sull'abbassamento del minimo della pena per questo tipo di reati, potrebbe ottenere anche una riduzione. Castagnacci era finito nei guai mentre era indagato per l'omicidio di Emanuele. Con il risultato che era finito ai domiciliari e poi in carcere dove venne raggiunto dall'ordinanza per l'omicidio.