Un foglio scritto con un normografo per nascondere la calligrafia e appeso in bella vista all'ingresso dello stabilimento Burgo affinché tutti i dipendenti lo leggessero. Contiene insulti e minacce a un suo superiore della grande cartiera di viale San Domenico dove ogni giorno lavorano circa trecentottanta persone. Niente nomi, tutto anonimo, anche il destinatario dell'invettiva, apostrofato come «grandissimo pezzo di m...».

L'autore del cartello se la prende con il suo superiore che definisce «miracolato» e, in modo piuttosto sgrammaticato, lo accusa di conoscere poco il suo mestiere ma soprattutto lo minaccia pesantemente. «Ti ricordiamo che questa cartiera sta nel suolo sorano da 50 anni. È dei sorani...». E poi: «Cerca di cambiare atteggiamento, altrimenti prima di uscire di casa "non tua" guardati intorno perché potresti avere delle belle sorprese».

Le minacce si spingono oltre: «i tuoi movimenti sono noti a tutti...». Infine la frase più esplicita e criminale: «A Sora uno zingaro per un pestaggio vuole 500 euro». Per tutta risposta e per nulla intimorito, il direttore dello stabilimento ha disposto che il foglio fosse affisso nel gabbiotto dell'ingresso. Cosicché tutti riflettano sull'idiozia del suo autore.