Tredicenne cieca costretta a mendicare: ieri la testimonianza di due carabinieri al processo che vede imputati i genitori dell'adolescente. Nell'aula del Tribunale di Cassino sono stati ascoltati l'ex comandante dei carabinieri di Pico e un carabiniere di Pontecorvo. In occasione della prossima udienza, fissata a ottobre di quest'anno, sarà sentito lo psicologo per la verifica della credibilità dei racconti della tredicenne.

I fatti risalgono al 2013, pesanti le accuse per i genitori. La madre, una qurantaduenne di Pico difesa dall'avvocato Gaetano Mastronardi, deve rispondere di maltrattamenti in quanto non prestava all'adolescente le cure dovute e sfruttando le sue precarie condizioni di salute, la costringeva a chiedere l'elemosina, oltre a sottrarle la pensione di invalidità pari a 800 euro al mese, lasciandola comunque a casa con i nonni. Il padre, un cinquantacinquenne di Pontecorvo difeso dall'avvocato Sandro D'Anella, invece è accusato di violazione degli obblighi di mantenimento e abbandono in quanto dopo la separazione dalla moglie non si sarebbe più occupato della figlia, né avrebbe corrisposto l'assegno di mantenimento dell'importo di 100 euro.

Entrambi sono accusati di impiego di minori nell'accattonaggio, oltre al fatto che il padre avrebbe rimesso la querela nei confronti dell'ex moglie che costringeva la figlia a chiedere l'elemosina. Ieri nell'aula di tribunale la testimonianza dei militari, nelle udienze precedenti sono stati sentiti i nonni e lo zio materno, attuale tutore che, fra l'altro, si è costituito parte civile con una richiesta di 500.000 euro di danni. Prossima udienza ad ottobre 2019. La tredicenne che intanto è cresciuta raggiungendo oggi quasi la maggiore età.