Il futuro di ottanta lavoratori, non più giovanissimi e con famiglie a carico, è appeso a un filo sottile. Dopo che l'asta della vendita della Biomedica Foscama, storica industria farmaceutica di Ferentino, è andata deserta, ieri pomeriggio si sono ritrovati, con il morale sotto i tacchi, davanti ai cancelli della fabbrica chiusa, insieme al sindacato, per lanciare un appello alle istituzioni, alla politica del territorio e al tribunale. Preoccupazione tra i dipendenti. Per un anno potranno contare sulla Cig. Al proprio fianco, anche ieri, i sindacalisti Alessandro Piscitelli (Uiltec), Antonella Valeriani (Femca Cisl), Enzo Valente (Ugl) e Sandro Chiarlitti (Filctem Cgil). Si dicono ancora fiduciosi.

«C'è sempre speranza finché il sito ha una sua vocazione industriale - hanno detto in coro». Confidano che l'industria sia appetibile e anche nell'interesse delle istituzioni. Sembrerebbe che dopo l'asta ci siano state manifestazioni di interesse per la fabbrica. «Il diritto fallimentare ha nelle sue pieghe la possibilità di mantenere in esercizio la Biomedica Foscama. Facciamo appello alle istituzioni, alla politica e al tribunale, di mantenere il sito in attività e permettere una ripresa industriale con più capacità manageriali rispetto al passato. Le possibilità sono nelle mani del tribunale.

I lavoratori dovrebbero mantenere gli ammortizzatori fino alla cessione dell'impianto a nuovi eventuali imprenditori. Le istituzioni devono supportare il tribunale e coloro che manifestano il proprio interesse all'impianto industriale. Metteremo in campo tutte le iniziative perché ci sia la cessione del sito con continuità industriale. Le organizzazioni sindacali si rendono disponibili, come dimostrato fino ad oggi, a trovare le giuste soluzioni per il bene dei lavoratori e delle famiglie. Confidiamo nelle condizioni di possibilità che la procedura può ancora esercitare. Ci auguriamo, in conclusione, che non si disperda questo patrimonio storico importante per il territorio. Reagiremo nelle forme dovute alle soluzioni che saranno prospettate».