Si è avvalsa della facoltà di non rispondere e ha ottenuto gli arresti domiciliari. La prostituta bulgara di 26 anni, arrestata per estorsione ai danni di un cliente, sarà processata il 15 maggio. È l'esito dell'udienza di convalida a carico della donna, arrestata sabato con un blitz della volanti.

Secondo le accuse raccolte ai danni della donna, residente a Ceccano (dove andrà ai domiciliari dopo esser passata per Rebibbia), lei aveva fatto credere a un cliente abituale che voleva interrompere la frequentazione che era rimasta incinta. Gli aveva chiesto soldi per abortire in Bulgaria. La richiesta era di 10.000 euro. Dopo la prima consegna di denaro, il cui ammontare è da accertare, una seconda richiesta di 15.000 euro che la vittima, un cinquantenne di Arnara, ha finto di accogliere. L'uomo ha fatto denuncia alla polizia e si è presentato all'appuntamento con un amico nel bagagliaio come testimone. Appena consegnati 1.000 euro è saltata fuori la polizia e ha arrestato la donna per estorsione. Lei è difesa dagli avvocati Claudia Mancini e Roberto Capobianco,la vittima da Riccardo Masecchia.