Sarà discussa oggi l'istanza di sospensiva alla sopraelevazione della discarica di Roccasecca. Il Tar di Roma prima sezione quater è chiamato a confermare il provvedimento assunto dal presidente del collegio che, in sede di riesame, aveva negato la sospensiva, in precedenza accordata.

Si tratta di una decisione particolarmente attesa, tenuto conto di quanto rappresentato al Tar dalla Regione Lazio e dalla stessa Saf nei giorni antecedenti la trattazione del riesame al decreto cautelare adottato il 28 marzo. Soprattutto in termini di blocco della raccolta e di ricerca di un'altra discarica con costi doppi per i comuni.

La questione è relativa all'ampliamento della discarica di Roccasecca, per i lotti 3 e 4 del bacino 4, accodato dal consiglio dei ministri per un'elevazione di dieci metri e per un periodo non superiore a quattordici mesi. È stato questo l'esito della conferenza dei servizi che, non essendosi chiusa con un accordo, ha determinato l'intervento del consiglio dei ministri.

Tuttavia, il Comune di Roccasecca aveva proposto ricorso al Tar chiedendo la sospensiva del provvedimento autorizzativo all'ampliamento. In prima battuta, dunque, il Tar aveva accolto l'istanza cautelare con un decreto presidenziale, fissando comunque la discussione davanti al collegio per l'udienza di oggi. Ma, nelle more, la Regione aveva proposto un'istanza di riesame evidenziando i rischi di un possibile stop alla raccolta dei rifiuti. E sempre il presidente della prima sezione quater del Lazio aveva accolto l'ulteriore ricorso, ripristinando dunque il provvedimento autorizzativo, sempre in attesa della trattazione collegiale di oggi.

Si ripropone il rischio che un eventuale blocco può creare problemi al ciclo dei rifiuti per tutta la provincia di Frosinone, come rappresentato dalla Saf, ma anche per una parte dei rifiuti prodotti dalla Capitale. Tanto che la Mad, il 2 aprile, aveva comunicato la sospensione del servizio. Era seguita una nota della Saf con la quale il presidente Lucio Migliorelli affermava: «È evidente che la sospensione dell'attività della discarica è suscettibile di generare inevitabili disservizi almeno fino al prossimo 16 aprile, giorno dell'udienza presso il Tar Lazio e una situazione di concreta, effettiva emergenza qualora il Tribunale confermasse il provvedimento adottato all'esito dell'udienza cautelare, perché verrebbe a mancare il principale sbocco per lo smaltimento dei sovvalli prodotti nell'impianto di Colfelice».