La pioggia non ha fermato la grande manifestazione per difendere l'ambiente. Al piazzale della stazione centinaia di cittadini hanno risposto presenti all'appello del coordinamento. "Armati" di ombrelli, giacchetti antipioggia, mascherine, striscioni e bandiere, poco prima delle 16, il colorato corteo si è mosso.

Una folla eterogenea, composta da circa cinquecento persone tra giovani, meno giovani, famiglie, pensionati, studenti, professionisti, sindaci e soprattutto tanta gente comune. Gente desiderosa di dire la sua su una problematica, come quella dell'inquinamento della Valle del Sacco, che colpisce l'intero territorio da Colleferro a Ceprano. I timori per l'ambiente non sono legati unicamente ad anni di industrializzazione selvaggia che ha fatto scempio del territorio, ma anche ai continui attacchi al Sacco (visibili con le schiumate e non solo) e i valori delle polveri sottili troppo elevati rispetto agli standard di legge. Le preoccupazioni sono legate agli effetti dell'inquinamento sulla salute. Il problema, da ambientale è diventato anche sanitario, come più volte evidenziato dall'Associazione medici di famiglia per l'ambiente.

La manifestazione promossa dal Coordinamento interprovinciale ambiente e salute ha richiamato gente da tutta l'area. A sfilare i comitati di Anagni, Colleferro, Ceccano, Frosinone, Roccasecca, le associazioni Retuvasa, Legambiente, Fare Verde, gli Studenti medi, i disoccupati, Frosinone Bella e brutta. Nutrita la pattuglia di amministratori con tanti sindaci o consiglieri comunali con le fasce tricolori giunti da Colleferro, Ceccano, Ceprano, Pofi, Supino, Pastena, Pico, Paliano e perfino Balsorano.
Un corteo allegro, allietato dalle sonorità tipiche ciociare, con tamburello e castagnole, oltre ai soliti slogan. Alla fine, causa pioggia, si è fermato al Matusa.
Alberto Valleriani di Retuvasa commenta così l'iniziativa: «Ci riteniamo sempre soddisfatti, dobbiamo costruire, partire da un inizio. Se abbiamo deciso questo nuovo approccio di condivisione progettuale, il bello deve venire adesso, grazie alle nostre capacità di coinvolgimento. Il gruppo è ben affiatato: ci auguriamo che altri possano riconoscersi in questo percorso».
Ma la spinta dal basso non basta. «La spinta viene sempre dal basso. La nostra capacità è mettere intorno a questo tavolo tutti gli attori e le istituzioni, come i professionisti, le associazioni di categoria. Chiunque vuole mettersi in gioco è benvenuto. Sono anni che siamo addosso a queste cose. Partiamo d'assalto».

Parecchi anche i sindaci. «Bisogna dargli merito, con questa pioggia battente. Altri erano assenti, li riprenderemo in seguito», conclude Valleriani.
Francesco Raffa di Legambiente aggiunge: «Ritengo che quanto è accaduto è l'ennesima dimostrazione che la Valle del sacco soffre di gravi problemi ambientali e la gente ormai ne ha preso coscienza. Anche se, almeno all'inizio, ci si poteva aspettare una presenza più forte. Il segnale positivo sono i 53 milioni di euro sui quali bisogna vigilare. Non vorrei facessero la fine di altri soldi stanziati e mai spesi. Servono organismi di controllo per vigilare come verranno spesi questi soldi. È da trent'anni che sto sulle strade a protestare per questa situazione ambientale, che purtroppo anziché dare segnali positivi peggiora. Tutti gli elementi naturali acqua, aria, suolo e sottosuolo sono un problema enorme. Speriamo che questi 53 milioni non siano il risultato finale, ma l'avvio di una battaglia».