Due condanne, una serie di assoluzioni e ventuno posizioni prescritte. È passato troppo tempo da quando scattò l'operazione che, a fine 2002, portò la squadra mobile di Frosinone ad arrestare venti persone, con l'accusa di aver favorito l'ingresso illegale in Italia di cittadine ucraine, attratte con il miraggio di un lavoro regolare, ma poi avviate alla prostituzione in alcuni locali tra Ferentino, Castelmassimo e Arce. Ecco allora che la gran parte dei reati sono prescritti, altri, invece, non sono stati ritenuti sussistenti. Tutti o quasi, a parte due, costati una condanna a otto anni di reclusione per il principale imputato il polacco Artur Darius detto Igor Wlodarczyk, 43 anni, e a quattro anni e mezzo per l'unico ciociaro condannato, Angelo Marra, 61, di Ferentino. Entrambi sono stati condannati per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di una donna il primo, e di due il secondo.

Il solo polacco è stato condannato pure per estorsione per aver costretto «al fine di procurarsi un ingiusto profitto e mediante minaccia di provocare la loro immediata espulsione nonchéaltre minacce esplicite» due ragazze ucraine «che si trovavano nel territorio dello Stato in condizione d'illegalità (e alle quali venivano tolti i documenti d'identità) al pagamento di somme di denaro quale compenso per l'ingresso nel territorio dello Stato ovvero per la loro permanenza, ovvero ancora per la sistemazione lavorativa procurata». Il tutto tra Frosinone e Cassino fino al maggio del 2002. Il tribunale (presidente Giuseppe Farinella, a latere Marta Tamburro e Chiara Doglietto) ha poi decretato l'assoluzione del polacco per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di altre otto ragazze perché il fatto non sussiste e per altre due perché il fatto non sussiste. Caduta l'estorsione ai danni di quattro ragazze perché il fatto non sussiste.

Per non aver commesso il fatto, relativamente al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sono stati assolti Oleh Pavliychuck, ucraino; Ilir Alimani, albanese; Ivan Ordelyan, ucraino; Volodymyr Servetnyk, ucraino; Alla detta Marina Kravchenko, ucraina; Carmine Gismondi, 53, di Sora; Nataliya Psikun, ucraina; e lo stesso Marra (per dieci ragazze).
Per quanto riguarda l'imputazione di estorsione e rapina ai danni degli autisti di pullman che facevano i viaggi tra l'Ucraina e la Ciociaria sono stati assolti perché il fatto non sussiste Wlodarczyk, Pavliychuck, Alimani nonché il russo Yurij Alakhov e gli ucraini Andriy Martynovych e Maksmim detto Max Malyhin.

Sono risultati estinti per prescritti, i capi per la partecipazione all'associazione a delinquere (contestata agli stranieri, a Marra e Gismondi), sequestro di persona (a otto stranieri), porto di coltello (a tre ucraini), riciclaggio (a Wlodarczyk, Pavlichuk, Alimani e Ordelyan), favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (a dieci) e per aver favorito (in otto tra gli italiani) la permanenza in Italia in violazione delle norme sull'immigrazione di una serie di ragazze contestati, a vario titolo, agli altri imputati Wlodarczyk, Pavlychuck, Alimani, Alakhov, Martynovych, Malyhin, Servetnyk, Ordelyan, Kravchenko, Gismondi, Psikun, Marra, l'ucraino Yevheniy Krasnopolskyy, Gino Ciuffarella, 72, Sandra Scaccia, 64, entrambi di Ferentino, Marcello Mattacola, 48, di Frosinone, Giorgio Bernardi, 68, di Frosinone, Giovanni Meloni, 58, di Frosinone, Egidio Bizzarri, 71, di Ferentino, Romano Rotondi, 53, di Ceprano, e Angelo Moretti, 55, di Palestrina, che sono stati assolti.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pierluigi Taglienti, Nespoli, Stefania Paliani, Quirino Fiorini, Fernando Casini, Roberto Filardi, Giuseppe Dell'Aversano, Emiliano Caperna, Nicola Ottaviani, Daisy Liburdi e Giampiero Vellucci. Si è chiuso così, almeno per il primo grado, un lungo iter rallentato anche dai diversi cambi di sede processuale tra Roma, Cassino e Frosinone.