Le piazze di spaccio di via Marittima, via San Giuliano e della finestrella del Casermone. Su questi tre luoghi si è concentrata l'udienza di ieri, davanti al tribunale di Frosinone, del processo per l'operazione gli Intoccabili. Si tratta del processo ai 54 che non hanno optato per il rito abbreviato.
Tre carabinieri e due clienti sono i testi introdotti dal pubblico ministero Adolfo Coletta davanti al collegio presieduto dal giudice Giuseppe Farinella (a latere Chiara Doglietto e Marta Tamburro).
Il primo teste, un brigadiere del Nucleo radiomobile di Frosinone, ha ripercorso alcune "osservazioni" effettuate in via Marittima, il 12 febbraio 2014, e poi in via San Giuliano, tra ottobre e novembre dello stesso anno e a marzo e maggio dell'anno successivo.
Il carabiniere ha spiegato il metodo seguito per osservare gli acquirenti che entravano nelle case, poi fermati da un'altra pattuglia fatta intervenire appositamente. Agli acquirenti veniva sequestrata la droga e chiesta l'identificazione del venditore. In via Marittima fu fermato un acquirente con una dose di cocaina, mentre in via San Giuliano furono diversi gli appostamenti e i sequestri. «Abbiamo riscontrato - ha detto - l'arrivo di acquirenti da Frosinone e Ceccano». In quei giorni sequestrati due involucri di cocaina, tre dosi di cocaina un'altra volta, quindi, in un terzo caso, furono fermati due passeggeri scesi da una Yaris trovati con eroina, due dosi di cocaina e altrettante di hashish. Un altro controllo al Casermone. Lì l'acquirente tentò di disfarsi di una bustina di marijuana.


Su sollecitazione della difesa i carabinieri hanno precisato meglio come avvenivano i controlli e il fatto che sull'attività di spaccio erano state attivate le intercettazioni, motivo per cui durante gli appostamenti il servizio era finalizzato a identificare i clienti.
Uno degli acquirenti sentito, ora ai domiciliari, non ha confermato la versione data ai carabinieri e l'identificazione del venditore. È arrivato a negare di averlo riconosciuto, sostenendo, diversamente da quanto riferimento allora, che la droga l'aveva acquistata per strada da un tunisino bisognoso di soldi per il treno. Quaranta euro la spesa per 0,20 grammi. Il pm ha chiesto al tribunale di valutare eventuali reati nelle dichiarazioni. Più preciso l'altro acquirente che ha confermato gli acquisti in via San Giuliano così come l'identificazione. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alviani, Ceccarelli, Ceccani, Ciotoli, Galella, Grieco, Maietta, Misserville, Nobile, Ottaviani, Scognamiglio, Stirpe, Tozzi, Vellucci, Paliani, Biancucci.