Hanno sperato fino alla fine in un miracolo. Non si sono mai arresi, neanche davanti al quadro clinico dei medici che ne avevano dichiarato la morte cerebrale. Tanti i messaggi sulla sua bacheca, in cui gli amici lo invitavano a non mollare.
Anche uno striscione apparso sugli spalti dello stadio "Benito Stirpe" domenica scorsa, durante il match tra Frosinone e Spal, in cui si le leggeva "Combatti Leo". Ieri mattina, nel policlinico Tor Vergata di Roma, alle 11.40, il cuore di Leonardo Ceccarelli, che avrebbe compiuto 24 anni il prossimo 25 aprile, ha cessato di battere. È morto a dieci giorni dall'ictus che lo ha colpito mentre era in una palestra del capoluogo ad allenarsi. Questa mattina alle 11.30 in Procura la dottoressa Barbara Trotta conferirà l'incarico per l'autopsia sul corpo del giovane.

La famiglia di Leonardo si è affidata all'avvocato Marco Maietta e sarà nominato un consulente di parte per l'esame autoptico. Proprio tramite il legale di fiducia i genitori del ragazzo avevano fatto richiesta ai medici di non interrompere il trattamento terapeutico e, quindi, di non staccare i macchinari. L'altro ieri era stato trasferito dall'unità di terapia neurovascolare di Tor Vergata, dove si trovava dal 25 marzo, in terapia intensiva. Ieri mattina il decesso.

I fatti
Il giovane rusinate si era sentito male dieci giorni fa. Intorno alle 20 si stava allenando nella sala pesi in un centro fitness nella parte bassa del capoluogo quando ha accusato un malore. Ha perso i sensi ed è caduto battendo la testa. Immediatamente è stato soccorso dallo staff della palestra, mentre nel frattempo veniva contattato il 118. In pochi istanti è arrivato il personale medico e il ragazzo è stato trasportato all'ospedale "Fabrizio Spaziani" di Frosinone dove è stato subito preso in cura. Ma vista la gravità delle sue condizioni, i dottori ne hanno disposto il trasferimento nel policlinico universitario di Tor Vergata. I medici, il giorno successivo alla tragedia, hanno dichiarato la morte cerebrale per Leonardo. 

I genitori e gli amici però, hanno continuato a sperare. La famiglia si è affidata all'avvocato Marco Maietta per chiedere di continuare il trattamento terapeutico. A tenere in vita Leonardo sono stati, fino a ieri, i macchinari. Martedì scorso era stato trasferito in terapia intensiva e la circostanza aveva in qualche modo riacceso la speranza di amici e familiari. Ma ieri il triste epilogo. Il suo cuore ha smesso di battere.

Il dolore
Un dolore grande per i genitori di Leonardo che gestiscono una tabaccheria in via Marco Tullio Cicerone, per tutti i suoi amici e per le persone che lo conoscevano e stimavano. Un ragazzo sempre sorridente, simpatico. Un amico su cui poter sempre contare e con cui trascorrere momenti divertenti e indimenticabili. Amante della musica rap, dello sport. Un ragazzo speciale. Così lo ricordano i suoi amici.